Omicidio a Milano, l’interprete massacrato dopo l’incontro via app: la pista della rapina e la porta blindata chiusa con le mandate

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Era riverso in terra in posizione supina nel piccolo appartamento al quarto piano di via Nino Oxilia, nel quartiere NoLo di Milano, e aveva il cranio fracassato. Così, nel primo pomeriggio di sabato 13 giugno, è stato trovato il corpo senza vita di Roberto Pietro Guerrino, interprete internazionale di conferenza sessantenne, che indossava solo calze a rete, un bustier e scarpe con i tacchi.

A dare l’allarme, dopo ore di silenzio, è stato l’ex compagno della vittima, residente a Genova, che, non riuscendo a contattarlo nonostante fossero abitudinari di telefonate quotidiane, ha avvertito alcuni parenti. È stata proprio la nipote a richiedere l’intervento dei soccorsi, mentre i vigili del fuoco hanno fatto accesso all’abitazione – situata a poca distanza da piazzale Loreto – utilizzando le chiavi che Guerrino lasciava abitualmente in custodia a una vicina per badare alle piante durante le sue assenze.

Dalle prime verifiche della scientifica, all’interno del bilocale sono state rinvenute vaste tracce di sangue e la vittima, colpita ripetutamente al volto e alla testa con un oggetto contundente che sarebbe stato sequestrato per i rilievi, non ha avuto scampo.

Gli inquirenti del Nucleo investigativo del comando provinciale di Milano, coordinati dal pm Carlo Scalas, hanno subito concentrato le attenzioni su una pista precisa: quella dell’appuntamento a sfondo sessuale, concordato probabilmente attraverso applicazioni di incontri che il sessantenne utilizzava, e che sarebbe finito in tragedia.

Tra le ipotesi più accreditate, vi è quella che dietro l’agguato si celi un tentativo di rapina degenerato; mancherebbero infatti all’appello alcuni oggetti di valore nell’appartamento, sebbene al momento non sia chiaro se l’assassino li abbia sottratti prima di dileguarsi.

Lo scenario della casa e le indagini su Grindr e Romeo

Ciò che rende il quadro investigativo complesso è la ricostruzione degli ultimi attimi di vita della vittima. I carabinieri della compagnia Duomo stanno analizzando i tabulati telefonici e i computer di Guerrino, cercando di risalire all’identità della persona con cui aveva preso accordi per un incontro intimo nelle ore precedenti il delitto. La sua attività su piattaforme di incontri, note come Grindr e Romeo, rappresenta in questo momento la traccia principale; si ipotizza che il killer possa essere stato proprio colui che aveva condiviso con lui quel momento.

La porta blindata dell’abitazione, infatti, è stata trovata chiusa con tutte le mandate dall’interno, lasciando supporre che il responsabile si sia allontanato utilizzando il mazzo di chiavi della vittima, facendo perdere così le sue tracce. Non è escluso, parallelamente, che i due abbiano litigato per una questione economica legata al pagamento della prestazione, prima che la lite precipitasse in una furibonda aggressione fisica.

Le ricerche si stanno estendendo anche ai filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona, sebbene quella puntata direttamente sull’ingresso dello stabile sia risultata inutilizzabile a causa di un malfunzionamento. Gli investigatori stanno inoltre acquisendo testimonianze dai residenti e dagli esercenti del quartiere NoLo, un’area vivace e alla moda frequentata da creativi, dove la vittima era conosciuta per la sua riservatezza.

Un altro elemento cruciale sarà fornito dall’autopsia, già disposta, che potrà stabilire con esattezza l’orario della morte – verosimilmente avvenuta nella notte tra venerdì e sabato dopo che alcuni testimoni lo avevano visto vivo intorno alle 21.30 – e la natura precisa delle ferite.

La carriera internazionale della vittima

Roberto Pietro Guerrino, che avrebbe compiuto 61 anni il 13 luglio, non era certo un volto sconosciuto nell’alta società. Il suo curriculum, ancora visibile in rete, lo descrive come un interprete di altissimo profilo, membro dell’Associazione internazionale degli interpreti per le conferenze (Aiic) dal 2008.

Durante la sua carriera, aveva prestato servizio per capi di Stato e personalità di rilievo mondiale: si legge infatti che ha lavorato per il presidente degli Stati Uniti Bill Clinton, per l’allora principe Carlo d’Inghilterra, per i presidenti della Repubblica Giorgio Napolitano e Sergio Mattarella, oltre che per l’ex segretario di Stato Henry Kissinger e gli ex presidenti della Bce Mario Draghi e Jean-Claude Trichet.

La sua morte violenta, avvenuta in quel piccolo appartamento di via Oxilia dove risiedeva da circa tre anni, ha sconvolto il quartiere, dove tutti lo descrivevano come una persona gentile e rispettosa. Mentre gli investigatori scandagliano la sua vita digitale alla ricerca del contatto che si è rivelato fatale, l’unica certezza rimane la dinamica efferata dell’omicidio: un incontro intimo trasformato in un agguato mortale, con il corpo dell’interprete lasciato riverso nel sangue, indosso i segni di una fantasia erotica spezzata dalla violenza di una rapina.

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