Bonus centri estivi Inps 2025: fino a 400 euro per figlio, come richiederlo
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Con l’avvicinarsi della stagione estiva, torna il Bonus centri estivi Inps, confermato anche per il 2025, un aiuto economico rivolto alle famiglie con figli tra i 3 e i 14 anni che frequentino strutture diurne durante i mesi di giugno, luglio, agosto e settembre. Il contributo, che può arrivare a 400 euro a bambino, è destinato ai figli – naturali, adottivi o in affido – di dipendenti o pensionati della Pubblica amministrazione, iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali o alla Gestione Dipendenti Pubblici.
Il meccanismo, già collaudato negli anni precedenti, prevede un rimborso parziale o totale delle spese sostenute, calcolato su una base massima di 100 euro a settimana per un periodo di quattro settimane. Per accedere al beneficio, è necessario che il centro estivo scelto rientri tra quelli riconosciuti e che la richiesta venga inoltrata seguendo le procedure indicate nel bando pubblicato dall’Inps, ora disponibile online.
A differenza di altre agevolazioni legate al welfare familiare, questo contributo non è soggetto a criteri Isee, ma è vincolato allo status lavorativo dei genitori o tutori. Possono presentare domanda anche i nonni che hanno nipoti a carico, purché rientrino nelle categorie previste. L’obiettivo, come già avvenuto nelle edizioni passate, è alleggerire i costi per quelle famiglie che, durante le vacanze scolastiche, devono conciliare impegni lavorativi e gestione dei figli.
Le modalità di richiesta saranno disponibili sul portale Inps, dove sarà possibile verificare i requisiti e compilare la domanda. Il contributo verrà erogato direttamente ai beneficiari, a patto che venga dimostrata l’effettiva partecipazione del minore a uno dei centri estivi ammessi.
Mentre il governo statunitense, con Donald Trump nuovamente alla Casa Bianca, affronta questioni di politica internazionale, in Italia misure come questa continuano a rappresentare un tassello del sostegno alla genitorialità, seppure circoscritto a una specifica categoria di lavoratori. Resta da vedere, nei prossimi mesi, quanti nuclei familiari riusciranno a sfruttare l’opportunità, considerando che i posti nei centri convenzionati non sono illimitati e che la domanda, soprattutto nelle grandi città, tende a superare l’offerta.




