Brachiterapia interstiziale a Cuneo: una nuova cura per il tumore cervicale
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Redazione Salute
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All’ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo è stata introdotta la brachiterapia interstiziale ginecologica, una tecnica specialistica per trattare il tumore della cervice uterina localmente avanzato. Il servizio di Radioterapia ha avviato le procedure il 20 agosto, offrendo alle pazienti una possibilità terapeutica che, al momento, non è disponibile in altre strutture del Piemonte. Le prime persone sottoposte al trattamento sono state due. La nuova procedura consente di intervenire direttamente sui tessuti interessati dalla malattia attraverso aghi che veicolano la radiazione in prossimità del tumore, con l’obiettivo di concentrare il trattamento sull’area da colpire.
Come funziona la brachiterapia interstiziale
La brachiterapia è una forma di radioterapia nella quale una sorgente radioattiva viene avvicinata alla massa tumorale mediante sottili guide. Nell’approccio tradizionale, gli applicatori vengono posizionati nella vagina e nell’utero; questa modalità può però risultare insufficiente quando la lesione presenta dimensioni importanti, una forma asimmetrica oppure un’estensione ai tessuti circostanti. La variante interstiziale permette di superare questi limiti inserendo gli aghi direttamente nel tessuto malato. Il posizionamento avviene in sala operatoria, con il supporto di un controllo ecografico continuo, così da guidare con precisione l’impianto e adattare la procedura alle caratteristiche della malattia.
Un percorso che coinvolge più specialisti
L’introduzione della tecnica richiede un’organizzazione clinica articolata, perché il trattamento non si esaurisce nell’inserimento degli aghi. Per eseguire la procedura vengono utilizzate le sale operatorie della Ginecologia, con il supporto ecografico dei ginecologi, mentre il percorso assistenziale prevede il ricovero della paziente dopo l’intervento. La gestione coinvolge competenze differenti, dalla radioterapia alla fisica sanitaria, fino all’anestesia, alla radiologia e ai servizi necessari per preparare e seguire il trattamento. La collaborazione tra queste professionalità permette di coordinare le diverse fasi operative e di integrare la procedura nel percorso di cura delle pazienti con carcinoma cervicale avanzato.
La ricerca internazionale punta su trattamenti personalizzati
Il miglioramento della precisione terapeutica è anche al centro del trial internazionale EMBRACE 2, al quale la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano ha partecipato come unico centro italiano. La ricerca ha contribuito a definire standard per la radioterapia, la chemioterapia concomitante e la successiva brachiterapia con intento curativo. Uno degli elementi centrali del protocollo è l’adattamento del trattamento all’evoluzione del tumore durante il percorso terapeutico, attraverso la pianificazione guidata dalle immagini e la revisione delle dosi. I risultati dello studio sono stati presentati nel 2025 e hanno contribuito a modificare la pratica clinica nel trattamento delle forme localmente avanzate.
Il valore scientifico del lavoro è stato riconosciuto dalla Società europea di radioterapia oncologica, ESTRO, che ha assegnato al gruppo internazionale di ricerca il Donal Hollywood Award durante il congresso di Vienna del maggio 2025. Il riconoscimento è stato attribuito all’intero gruppo di lavoro, anziché al singolo autore della migliore presentazione orale, come avveniva nelle precedenti assegnazioni. Per l’Istituto milanese sono stati indicati Brigida Pappalardi, principal investigator locale, e le dottoresse Delle Curti e il dottor Giandini nel ruolo di co-investigatori principali.
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