Trump: «Netanyahu? Fa quello che dico io»

Il tycoon prova ad arginare la furia militare dell’alleato israeliano e annuncia (ancora) un imminente accordo di pace con l’Iran: «Due o tre giorni e firmiamo». Anche Teheran ottimista. Ma l’abbattimento di un Apache americano a Hormuz riporta alla cautela.Continuano a registrarsi fibrillazioni tra l’amministrazione Trump e il governo israeliano. «Se gli dico di fare qualcosa, lui la fa», ha dichiarato il presidente americano, riferendosi a Benjamin Netanyahu. (La Verità)

La notizia riportata su altre testate

Il segnale più evidente è arrivato il 9 giugno. (mosaico-cem.it)

«Il fatto è che in qu… GERUSALEMME – Le ultime 72 ore sono state un’enorme perdita di tempo. Ennesima prova che il governo israeliano non ha alcuna strategia». Michael Milshtein è un ex colonnello dell’Intelligence, considerato tra i più influenti analisti politici israeliani. (la Repubblica)

Le ultime 48 ore del Medio Oriente sono una sequenza di azioni e parole che fanno rimpiombare un'intera regione - e il mondo - nell'apprensione. Questa mattina l'esercito israeliano, dopo un avviso di sgombero all'intera città, ha bombardato in Libano Tiro, a circa 25 chilometri dal confine con lo Stato ebraico e a un'ottantina dalla capitale Beirut (sopra, nella foto Afp, un palazzo colpito). (Corriere della Sera)

Una pausa armata e tre detonatori: Libano, Hormuz e il Mar Rosso

Quando però si trattava di esporsi davvero, restavano un passo indietro. Le milizie dell’Asse della Resistenza, celebrate nei comunicati come «fratelli d’armi», nella pratica servivano soprattutto a tenere il fuoco lontano dai confini iraniani. (Corriere della Sera)

Donald Trump continua a ripetere, nei suoi quotidiani show mediatici, che con lui gli Stati Uniti sono tornati sul tetto del mondo e che sotto la sua guida l’esercito americano è diventato una macchina da guerra perfetta. (La Notizia)

Israele e Iran, dopo l’avvio di nuove schermaglie,… Una tregua fragile, un raid su Beirut, la risposta iraniana, la replica israeliana sull’Iran: e ciò che sembrava destinato a rientrare torna improvvisamente a spalancarsi. (La Stampa)