Strage di piazza della Loggia, condannato a 30 anni Marco Toffaloni: era sedicenne quando piazzò la bomba

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Redazione Interno Redazione Interno   -   A quasi cinquantuno anni dalla strage di piazza della Loggia, avvenuta il 28 maggio 1974 durante una manifestazione antifascista, il Tribunale per i minorenni di Brescia ha condannato a trent’anni di reclusione Marco Toffaloni, riconosciuto come uno degli esecutori materiali dell’attentato che causò otto morti e centodue feriti. All’epoca dei fatti, Toffaloni aveva appena sedici anni — circostanza che spiega la competenza della giustizia minorile — ed era un militante attivo di Ordine Nuovo, organizzazione di estrema destra già al centro delle indagini.

La sentenza, emessa dopo otto ore di camera di consiglio, conferma la ricostruzione avanzata dalla pm Caty Bressanelli, titolare dell’inchiesta insieme all’ex aggiunto Silvio Bonfigli: secondo gli atti, fu proprio Toffaloni a collocare l’ordigno nel cestino sotto il porticato, dove esplose alle 10.12. Nonostante la condanna, l’uomo — oggi sessantasettenne e cittadino svizzero — non sconterà la pena in Italia, come già accaduto in passato per altri imputati legati a vicende giudiziarie analoghe.

Il processo quater, avviato nel 2011 anche grazie alle indagini del Ros guidato dal generale Massimo Giraudo, aveva già portato all’ergastolo per Carlo Maria Maggi, ex referente di Ordine Nuovo nel Triveneto e considerato mandante dell’attentato, e per Maurizio Tramonte, informatore dei Servizi ritenuto infedele. Toffaloni, invece, non ha mai presenziato in aula, neppure ieri al momento della lettura del verdetto.

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