Condanne arrivate per i capi ultrà di Inter e Milan: 10 anni a Beretta e Lucci

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il Tribunale di Milano, con la giudice Rossana Mongiardo, ha emesso le condanne nel processo a rito abbreviato che ha coinvolto i vertici delle curve di San Siro, tra cui spiccavano i nomi di Andrea Beretta e Luca Lucci. Entrambi, riconosciuti come figure di spicco rispettivamente della Curva Nord interista e della Curva Sud milanista, sono stati condannati a dieci anni di carcere. Beretta, già collaboratore di giustizia, era imputato per l’omicidio di Antonio Bellocco – altro esponente degli ultrà nerazzurri e legato a un clan di ’ndrangheta – oltre che per associazione a delinquere con aggravante mafiosa. Lucci, invece, è stato giudicato mandante del tentato omicidio dell’ultrà rossonero Enzo Anghinelli e condannato per lo stesso reato associativo.

Oltre alle pene detentive, la sentenza ha stabilito risarcimenti a carico degli imputati a favore delle parti civili, tra cui Lega Serie A, Inter e Milan. Gli avvocati delle società – Salvatore Pino per la Lega, Francesco Mucciarelli, Adriano Raffaelli e Caroline Hassoun per i nerazzurri, Enrico de Castiglione per il Milan – avevano chiesto il risarcimento per danni patrimoniali e d’immagine, considerato il legame tra gli ambienti ultrà e la criminalità organizzata emerso durante le indagini.

Il processo, nato dall’inchiesta "Doppia Curva", ha portato all’azzeramento dei vertici delle tifoserie organizzate di Inter e Milan, rivelando un sistema in cui gli interessi delle frange violente si intrecciavano con quelli malavitosi. Tra gli altri condannati, figurano anche ex dirigenti e sodali delle curve, con pene variabili che confermano la gravità degli illeciti accertati.

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