Un giudice federale archivia le accuse a James Comey e Letitia James: illegale la nomina della procuratrice Halligan
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Redazione Esteri
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Una sentenza della giudice del tribunale distrettuale degli Stati Uniti ha posto fine, con un colpo di scena giudiziario, ai procedimenti penali che vedevano coinvolti l’ex direttore dell’Fbi James Comey e la procuratrice generale di New York Letitia James. La decisione, che sancisce l’archiviazione delle indagini, non si basa sul merito delle accuse ma sulla legittimità dell’organo che le ha promosse. La magistrata, infatti, ha stabilito che Lindsey Halligan, la procuratrice che aveva avviato l’azione penale, era stata nominata illegalmente dal Dipartimento di Giustizia. Una circostanza, questa, che ha inficiato l’intero iter processuale, portando al suo annullamento.
Il nodo della nomina illegittima
Lindsey Halligan, ex avvocata personale di Donald Trump, era stata scelta dallo stesso presidente per ricoprire il ruolo di procuratrice ad interim in Virginia, un incarico, come si evince dalla sentenza, conferitole in violazione delle norme che regolano tali designazioni. La giudice federale, esaminando la vicenda, ne ha dichiarato l’illegittimità, sottolineando come il fondamento giuridico dell’azione penale fosse viziato in origine. Di conseguenza, tutte le mosse processuali successive, comprese le incriminazioni, sono state considerate nulle. Ne consegue, in maniera automatica, l’impossibilità di procedere contro i due indagati, i quali vedono così risolversi a proprio favore una questione che li aveva esposti a un lungo contenzioso.
Le conseguenze processuali
Con la dichiarazione di illegittimità della nomina, la giudice ha disposto l’archiviazione di tutti i capi d’accusa, che includevano, per quanto riguarda Comey, ipotesi di falsa testimonianza e di ostruzione alla giustizia in relazione alle indagini sul cosiddetto Russiagate. La Halligan, come emerso nel procedimento, aveva commesso un vizio formale, avendo omesso di presentare l’atto di accusa definitivo all’intera composizione del grand jury chiamato a valutare le prove. Un errore procedurale, questo, che da solo avrebbe potuto minare la validità dell’incriminazione, ma che è stato assorbito dalla questione pregiudiziale e più ampia della legittimazione a esercitare le funzioni.
Il contesto delle indagini
La vicenda giudiziaria si inserisce in un quadro di forti tensioni politiche, che aveva visto il presidente Trump prendere di mira pubblicamente le due figure. Letitia James, procuratrice di New York, è stata coinvolta in inchieste di rilevanza nazionale, mentre James Comey, già a capo dell’Fbi, era al centro di polemiche legate al suo operato. La manovra di nominare una procuratrice fedele per gestire casi tanto sensibili si è però rivelata un boomerang, con la magistratura federale che ha affermato la propria indipendenza, bocciando una scelta ritenuta oltre i limiti della legge. La sentenza, quindi, chiude un capitolo senza entrare nel merito delle condotte, limitandosi a riaffermare il primato delle procedure.




