Milan in vetta, tra polemiche e l'anima nuova di Gabbia

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il Milan, dopo il successo sulla Fiorentina, agguanta la vetta solitaria del campionato, un traguardo che, com’era prevedibile, ha immediatamente scatenato un vespaio di reazioni non proprio compassate. Mentre i tifosi rossoneri esultano, infatti, si levano già le prime voci di chi grida allo “scandalo” e al “campionato falsato”, tentando di dipingere il club di via Aldo Rossi come un favorito del “sistema”, un’entità piuttosto vaga che, stando a queste narrazioni, opererebbe nell’ombra. Sono le stesse voci, peraltro, che ogni domenica beneficiano di decisioni arbitrali alquanto discutibili, dimostrando come il fenomeno non sia affatto circoscritto a una singola compagine. Una strategia comunicativa, questa, che pare mirata a forgiare un nemico mediatico da combattere, un meccanismo retorico che si attiva puntualmente ogni volta che una squadra prende il largo.

Leao e Gimenez, un binomio da sciogliere

Sul piano prettamente tecnico, la doppietta di Rafael Leao contro i viola assume un significato che va ben oltre i due gol in sé, rappresentando forse lo sblocco decisivo dell’attaccante portoghese, il quale, è bene ricordarlo, non può essere considerato una prima punta pura. Buona parte del merito di questa riaccensione, d’altronde, va ascritta anche al lavoro silenzioso ma prezioso di Gimenez, la cui presenza in campo ha influito non poco sulla riuscita dell’operato di Leao. La domanda che ora si pone l’ambiente rossonero, pertanto, è come il Milan possa impostare il proprio gioco per non sacrificare un talento come Pulisic e, al contempo, incrementare la propria produzione realizzativa, trovando un equilibrio tattico che valorizzi al massimo le caratteristiche di tutti i suoi elementi offensivi.

Allegri e la gioia di una vetta inaspettata

A vedere la rinascita di un giocatore come Rafa Leao e il conseguente arrivo del Milan in vetta, viene quasi da pensare che ci sia ancora vita nel calcio italiano, rimasto per troppo tempo a secco non solo di gol ma anche di quei campioni in grado di far innamorare il pubblico. L’allenatore, Allegri, sembra godersi appieno questo momento, trovandosi in vetta con un Leao rinato e con l’apporto determinante di Gimenez, in un contesto che pochi avevano pronosticato all’inizio della stagione. La sosta internazionale, d’altra parte, ha lasciato segni inequivocabili sulla condizione fisica e sulla resa di quasi tutti i giocatori, un dato che conferma come soltanto una futura riforma dei calendari – magari accorpando alcune interruzioni – potrà porre fine a questa “strage degli innocenti” che stanca tifosi e addetti ai lavori.

La rivelazione si chiama Matteo Gabbia

In questo quadro positivo, emerge con forza la figura di Matteo Gabbia, un leader inaspettato che sta guidando la difesa con autorevolezza. L’immagine più bella della domeniva sera, forse, non è stata un gol ma il suo gesto immediato dopo la realizzazione del rigore del sorpasso: Gabbia è corso verso Leao, il primo a raggiungerlo, non solo per abbracciarlo ma soprattutto per trattenergli la maglietta che si stava sfilando, un’azione che ha evitato al compagno un’ammonizione certa e, per di più, del tutto imprudente. Un dettaglio che svela una personalità fuori dal comune e che, di fatto, chiude simbolicamente qualsiasi discorso sul mercato per quel ruolo, perché quando un giocatore del genere dimostra di non aver bisogno di una fascia per giocare da capitano, diventa un punto fermo dell’undici.

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