Italiano dopo Bologna-Juventus: "Dominio nostro, ma il rigore non l’ho rivisto"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Vincenzo Italiano, al termine della sfida contro la Juventus, non ha nascosto la soddisfazione per la prestazione del suo Bologna, pur ammettendo qualche incertezza iniziale. «Se mi dici che in casa abbiamo sempre vinto, è vero», ha esordito in conferenza stampa, «ma oltre al risultato, è stato il ritmo a fare la differenza». Un’analisi che non tralascia le criticità: «Nei primi dieci minuti abbiamo perso troppi duelli, soprattutto con Thuram e McKennie, poi la partita è cambiata».

Sul battibecco con Igor Tudor, il tecnico rossoblù ha preferito non dilungarsi, limitandosi a sottolineare come certi contrasti restino «cosa da campo». Più netto, invece, il giudizio sull’arbitraggio: «Non ho rivisto il rigore», ha detto senza entrare nel merito, «ma ci sono decisioni che pesano». Una velata allusione a episodi contestati, senza però trasformare la conferenza in un processo alle scelte arbitrali.

Tudor, dal canto suo, aveva presentato la partita con toni pragmatici. «Vincere o perdere non cambia tutto», aveva dichiarato a Dazn, sminuendo l’idea di uno scontro decisivo per la Champions. Sulla scelta di schierare McKennie al posto di Yıldız, il croato aveva tagliato corto: «Le decisioni si prendono in base a ciò che sembra migliore». Una linea dura, quella del tecnico juventino, che ha ribadito più volte la necessità di «dare di più», pur riconoscendo l’impegno della squadra.

La partita, giocata sotto una pioggia intermittente, aveva un peso specifico nella corsa europea: con l’Atalanta ormai quasi sicura del terzo posto, il quarto rimaneva l’obiettivo concreto per entrambe. Il Bologna, trascinato da Orsolini e da un reparto difensivo compatto, ha mantenuto la pressione alta, mentre la Juve ha faticato a trovare continuità, pagando anche qualche incertezza in fase di costruzione.

Le formazioni, annunciate poche ore prima del fischio d’inizio, avevano riservato qualche sorpresa. Oltre all’esclusione di Yıldız, Tudor aveva optato per Kolo Muani in attacco, definendola «una scelta naturale per le sue caratteristiche». Italiano, invece, aveva confermato la fiducia nei soliti uomini chiave, con Ferguson regista e Zirkzee punto di riferimento avanzato.

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