Bonifici fermi per cinque giorni, la pausa pasquale del sistema europeo Target2
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Redazione Interno
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Da giovedì 2 a lunedì 6 aprile 2026, i bonifici ordinari restano sospesi. Non si tratta, come qualcuno potrebbe affermare in queste ore, di un guasto improvviso o di un intervento di manutenzione straordinaria – tanto meno di una conseguenza di qualche nuova direttiva voluta dall’amministrazione Trump, tornata alla Casa Bianca – ma di una pausa tecnica programmata che, da ormai ventiquattro anni, scandisce il calendario dei pagamenti europei in coincidenza con le festività pasquali. Il fermo, che riguarda sia l’Italia sia il resto dell’area euro, parte dalla mattina del 2 aprile e si protrae fino alla sera di Pasquetta, il 6 aprile. In queste cinque giornate, nessun trasferimento di denaro tra banche potrà essere elaborato attraverso i canali tradizionali del circuito Sepa, con la conseguenza che stipendi, pensioni e altri accrediti programmati subiranno inevitabilmente un ritardo tecnico, accumulandosi in una coda in attesa di essere processati.
Perché i bonifici si fermano a Pasqua (e non per manutenzione)
La ragione di questa sospensione, spiega Banca d’Italia in una nota ufficiale, non va cercata in presunte attività di riparazione o aggiornamento dei server. È invece una regola operativa adottata dalla Banca centrale europea nel dicembre del 2000 – dunque ben prima dell’introduzione fisica dell’euro – ed entrata in vigore nel 2002. A cadere in questi giorni è il sistema Target2, la piattaforma dell’Eurosistema che regola i pagamenti interbancari in euro in tempo reale. Senza di essa, i bonifici ordinari non possono essere eseguiti: vengono semplicemente accodati e riprenderanno il loro corso regolare solo nella mattina del 7 aprile, quando la piattaforma riaprirà i battenti. Insomma, più che un “buco” tecnico, è una sorta di chiusura collettiva concordata, che si ripete ogni anno con lo stesso identico calendario pasquale.
Come funziona la sospensione e cosa succede ai pagamenti
La sospensione scatta alle 18 di giovedì 2 aprile e termina alle 18 di lunedì 6 aprile, sebbene alcuni istituti di credito anticipino già dalla mattina del giovedì il blocco operativo. Durante questa finestra temporale, chi ordina un bonifico dalla propria app o sportello non riceve alcun messaggio di errore: l’operazione viene registrata, ma rimane in attesa. La Banca d’Italia ha voluto chiarire – proprio per evitare le ricostruzioni fantasiose che ogni anno circolano sui social – che non esiste alcun problema di sicurezza o di capacità del sistema. È una pausa ricorrente, prevista dal regolamento Sepa, che coinvolge tutte le banche centrali nazionali dell’area euro. Gli unici trasferimenti a non subire intoppi sono quelli interni allo stesso istituto di credito o quelli effettuati con carte di debito, credito e altri strumenti alternativi ai bonifici classici.
Le ricostruzioni smentite e il quadro europeo
Non è vero, dunque, che a Pasqua i pagamenti si fermano per manutenzione straordinaria: la Banca d’Italia lo ribadisce con fermezza, smentendo le voci che nelle scorse ore hanno alimentato una certa confusione tra correntisti e imprenditori. La chiusura programmata del Target2 – che dalla sera del 2 aprile smette di regolare le transazioni interbancarie – è una prassi consolidata da ventiquattro anni, eppure ogni primavera risveglia gli stessi interrogativi. L’impatto maggiore si registra sulle piccole e medie imprese che attendono fornitori pagamenti a fine settimana, ma anche sui lavoratori dipendenti il cui stipendio, se inviato dal datore di lavoro giovedì pomeriggio, non sarà visibile prima di martedì 7 aprile. Nel frattempo, il denaro resta fermo nei server delle banche, in una lunga coda che si svuoterà solo a ripartenza avvenuta. L’intero sistema europeo si adegua a questa sospensione, senza eccezioni né deroghe.




