Luka Doncic firma 60 punti a Miami, LeBron aggancia Parish. San Antonio torna ai playoff
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Redazione Sport
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La notte tra giovedì 19 e venerdì 20 marzo ha regalato al palcoscenico NBA una di quelle performance destinate a galleggiare nella memoria degli appassionati, cristallizzate da numeri che parlano da soli. Sul parquet dei Miami Heat, i Los Angeles Lakers si sono imposti con il punteggio di 134 a 126, ma al di là del risultato, a catalizzare l’attenzione sono stati due eventi storici accaduti quasi in simultanea. Il primo, forse il più fragoroso, porta la firma di Luka Doncic: lo sloveno ha messo a segno 60 punti, stabilendo il suo season-high e regalando al pubblico una prestazione che rappresenta la seconda miglior prestazione della sua carriera, seconda soltanto ai 73 punti rifilati agli Atlanta Hawks nel 2024.
Il sessantello di Doncic non è stato solo un tripudio personale, ma ha anche inciso profondamente negli annali della franchigia della Florida. I 60 punti rappresentano infatti il record negativo per punti incassati da un singolo avversario nella storia degli Heat; il primato precedente apparteneva a James Harden, che nel febbraio del 2019, quando ancora vestiva la maglia degli Houston Rockets, ne aveva realizzati 58. L’analisi della partita rivela un parziale da infarto: dopo un primo quarto in cui Miami aveva provato a scappare, Doncic ha preso in mano le redini dell’incontro, realizzando 39 dei suoi 60 punti nella seconda frazione di gioco, con un tiro dal campo che lo ha visto concludere con 18/30 e un eccellente 9/17 dall’arco.
LeBron e il muro di Parish: una notte di record e solidità
Mentre Doncic infiammava il tabellone dei marcatori, dall’altra parte del campo LeBron James scriveva un altro capitolo della sua carriera senza tempo. Nella stessa partita, l’asso dei Lakers ha agganciato Robert Parish a quota 1.611 partite disputate in regular season, un record assoluto che certifica una longevità sportiva senza precedenti nel basket americano. Non si è trattato però di un traguardo puramente statistico: James ha contribuito in maniera decisiva alla vittoria con una tripla doppia da 19 punti, 15 rimbalzi e 10 assist, dimostrando ancora una volta la sua capacità di influenzare il gioco anche in una serata storica per i colleghi.
La coppia formata da Doncic e James ha inoltre regalato un’altra curiosità statistica che lega questa partita a un lontano passato. Secondo quanto riportato dai media americani, si tratta della prima volta dai tempi di Wilt Chamberlain ed Elgin Baylor (nel lontano 1969) che due compagni di squadra registrano rispettivamente una partita da 60 punti e una tripla doppia nella stessa gara. Un dato, quest’ultimo, che restituisce l’idea della potenza di fuoco a disposizione di coach Darvin Ham in questa fase calda della stagione.
Wembanyama e il tiro della resurrezione: San Antonio vola ai playoff
Se il protagonismo di Doncic e James ha monopolizzato l’attenzione a Miami, in Texas si è consumato un altro evento dal peso specifico enorme per il futuro della lega. I San Antonio Spurs hanno ottenuto il pass per i playoff dopo sei stagioni di assenza, un digiuno che sembrava interminabile per una delle franchigie più abituate a vincere del nuovo millennio. La matematica certezza è arrivata nel modo più spettacolare possibile: un canestro in sospensione dalla lunga distanza firmato Victor Wembanyama, a 1.1 secondi dalla fine, che ha deciso la vittoria per 101-100 contro i Phoenix Suns.
La stella francese, che con questo tiro ha di fatto concretizzato la rinascita degli Spurs, ha chiuso la partita con 34 punti e 12 rimbalzi, confermandosi il perno intorno a cui ruota il futuro della squadra. Dall’altra parte, i Suns devono fare i conti con una crisi di risultati: per loro si tratta della quarta sconfitta consecutiva nonostante i 22 punti di Devin Booker, 14 dei quali arrivati nel corso di un terzo quarto in cui la squadra dell’Arizona aveva provato a prendere il largo. Il momento di forma di Wembanyama è arrivato nel momento più delicato della stagione, regalando ai tifosi di San Antonio una gioia che mancava dal 2019.
Il back to back di Doncic e l’allarme Lakers nel panorama occidentale
Analizzando i numeri della prestazione di Doncic, emerge un dato che amplifica ulteriormente la portata dell’impresa. Lo sloveno arrivava al match di Miami reduce da una partita giocata sole 24 ore prima sul campo degli Houston Rockets, in cui aveva già messo a referto 40 punti. Questo back to back da 100 punti complessivi (40+60) dimostra uno stato di forma fisica e mentale semplicemente straordinario, che sta trasformando i Lakers in una macchina da guerra. Le statistiche dicono che Doncic ha realizzato 12 punti nel primo quarto, per poi esplodere nel secondo tempo con 19 punti nel terzo quarto e 20 nell’ultimo, letteralmente trascinando la squadra quando Miami provava a rientrare.
Ad arricchire il quadro statistico c’è anche un altro piccolo primato personale per il numero 77 dei Lakers: i 60 punti rappresentano il primo “sessantello” indossando la maglia gialloviola, un traguardo che mancava da una decina d’anni, precisamente dall’ultima partita di Kobe Bryant nel 2016, quando anche lui chiuse con 60 punti. Un filo rosso che lega idealmente la nuova era dei Lakers a quella leggendaria, suggellato dal fatto che, secondo le ricostruzioni, entrambi i giocatori hanno realizzato il sessantesimo punto dalla linea della carità a 14.8 secondi dal termine. Con questo ottavo successo consecutivo, i Lakers (45-25) iniziano a rappresentare una minaccia concreta per chiunque nella Western Conference.




