Mulholland Drive, le strade perdute di David Lynch
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Redazione Cultura e Spettacolo
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David Lynch, regista visionario e maestro del cinema surreale, ha sempre saputo come perdersi e farci perdere nei meandri della mente umana. La sua filmografia, una vera e propria scatola blu, è un viaggio attraverso menti che cancellano, uomini elefante, fuochi che camminano e cadaveri insepolti. Con "Mulholland Drive", Lynch ha creato un cubo di Rubik che vacilla e poi esplode in un collage impazzito di visioni allucinate e grottesche. Il suo ultimo capolavoro per il grande schermo, "Inland Empire" del 2006, ha trasformato ancora una volta il cinema nel palcoscenico dell'inconscio, esplorando l'impero della mente umana in bilico costante tra amore e violenza, meraviglia e orrore.
La musica ha sempre avuto un ruolo centrale nei film di Lynch. Da Roy Orbison a Chris Isaak, passando per Angelo Badalamenti, le colonne sonore dei suoi film definiscono l'immaginario lynchiano. Basti pensare alla voce di Julee Cruise per "I segreti di Twin Peaks" o ai riferimenti a Elvis in "Cuore selvaggio". La passione di Lynch per il rock e le collaborazioni con artisti come i Toto per "Dune" hanno contribuito a creare un universo sonoro unico e inconfondibile.
L'opera di Lynch è caratterizzata da simboli ricorrenti e immagini potenti. L'uccellino appollaiato sull'albero, la strada sterrata, gli agglomerati di capannoni industriali che emettono fumo bianco sullo sfondo e le ciminiere in primo piano sono solo alcuni degli elementi che popolano il suo mondo. Il doppio, il doppelgänger, è una cifra distintiva del suo lavoro, come dimostrano le due vette innevate e le due cascate di "Twin Peaks". Le immagini di una fresatrice al lavoro su degli ingranaggi da cui scaturiscono scintille, il gigantesco tronco di legno e il cartello "Welcome to Twin Peaks - Population 51201" evocano un'America mitica e inquietante.
Isabella Rossellini, che ha vissuto una storia d'amore tormentata con Lynch durata quasi cinque anni, ha ricordato il regista con un dolce messaggio su Instagram dopo la sua morte avvenuta il 16 gennaio a causa di un'enfisema.




