Bologna ‘devastata’ dopo il presidio per Fakir: auto a fuoco, vetrine spaccate, scritte violente contro la polizia
Vetrine spaccate, uno sportello bancomat frantumato. Scritte, troppe, su muri e vetrate. Tutte violente, rivolte alle forze dell’ordine, tranne quella che riempie una facciata esterna della sede del Comune: “Fakir vive”, seguita, non a caso, da un insulto contro la polizia. Da via Ugo Bassi a via Veneziani, fin davanti alle finestre della Prefettura, il day after della notte di guerriglia, scaturita dal corteo indetto per la scomparsa di Abdherraim Fakir, durata almeno quattro ore lascia l’amaro in bocca. (Il Resto del Carlino)
Su altre fonti
Disposta l’acquisizione delle chiamate al 112 e al 118, delle comunicazioni radio tra la sala operativa e le pattuglie intervenute, oltre ai filmati delle bodycam e ai video realizzati dai residenti. (Il Gazzettino)
Questa rabbia va gestita e le istituzioni devono prendere posizione perché gli scontri c'erano stati la sera prima e ci saranno anche nelle giornate successive se le istituzioni non faranno il loro dovere». (Corriere della Sera)
Caso Fakir, notte di violenza a Bologna: scontro manifestanti-polizia 21 luglio 2026 (Il Sole 24 ORE)
«Si chiamava Fakir ed era mio zio, non era un numero. Non era una notizia, non era un caso. (Domani)
La Procura di Bologna ha acquisito nuovi video girati da altri punti di vista che documentano l’intervento di polizia su Abderrahim Fakir, il marocchino di 42 anni, deceduto nel quartiere Pilastro al termine di un intervento della Polizia, mentre dava in escandescenze. (RaiNews)
Manganellate, getti d'acqua con l'idrante, lanci di bottiglie e pietre, bombe di carta, lacrimogeni, incendio di due auto, barricate fatte con le mobike, l'urlo assassini assassini. La nottata di Bologna è stata tutto questo, difficile, lunga e pericolosa (èTV Rete 7)