Metro C, al via i cantieri della tratta T2: rivoluzione viabilità dal centro a Prati

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Prenderanno il via ufficialmente domani, mercoledì 25 febbraio, i cantieri per la realizzazione della Tratta T2 della linea C della metropolitana di Roma, un'infrastruttura che andrà a collegare piazza Venezia con il quartiere Prati e che, una volta completata, aggiungerà quattro nuove stazioni alla rete, quelle di Chiesa Nuova, Castel Sant'Angelo-piazza Pia, Ottaviano e Mazzini. L'avvio dei lavori, commissionati da Roma Metropolitane per conto di Roma Capitale e affidati al consorzio guidato da Webuild e Vianini Lavori, comporterà una serie di modifiche significative alla viabilità ordinaria, con effetto immediato e per i prossimi quindici mesi, in particolare nel centro storico e nel rione Prati, aree che si preparano a convivere con una trasformazione urbana di vaste proporzioni. L'intervento, che segue l'apertura delle stazioni iconiche di Colosseo-Fori Imperiali e Porta Metronia, rappresenta un tassello fondamentale nel più ampio disegno di potenziamento del trasporto pubblico locale, un progetto che punta a ridisegnare la mobilità capitolina attraverso il completamento dell'asse che dalla periferia sud-est condurrà al cuore monumentale e agli uffici della città giudiziaria.

Le modifiche alla circolazione nel centro storico e a Prati

Nell'area di piazza della Chiesa Nuova, cuore pulsante del progetto data la sua posizione strategica a servizio dell'ansa barocca tra Campo de' Fiori e piazza Navona, il piano prevede interventi piuttosto invasivi: si procederà alla chiusura di via Cerri e alla temporanea inibizione dell'accesso a vicolo del Governo Vecchio, mentre l'area taxi verrà spostata in via Larga e la fermata degli autobus su piazza della Chiesa Nuova, in direzione lungotevere, sarà soppressa. A ciò si aggiunge l'inversione del senso di marcia in via Sora, che diventerà a senso unico da corso Vittorio Emanuele verso via del Pellegrino, un cambiamento che obbligherà automobilisti e residenti a reimparare percorsi altrimenti consueti. Per quanto riguarda il cantiere destinato alla stazione di piazza Pia, quello che sorgerà nei pressi di Castel Sant'Angelo, verrà interdetto l'accesso ai giardini dalla parte di lungotevere Castello, lato piazza Pia, e in viale Ceccarelli, una misura necessaria per permettere gli scavi in una zona tra le più delicate e monumentali dell'intero tracciato.

Spostandosi verso il quartiere Prati, le modifiche interesseranno in modo sostanziale via Barletta, dove per la realizzazione della stazione Ottaviano – che rappresenterà un nodo cruciale garantendo l'interscambio con la linea A – verranno occupati i marciapiedi centrali, la pista ciclabile e porzioni consistenti della sede stradale, mantenendo comunque percorribile una corsia centrale a senso unico da viale delle Milizie a viale Giulio Cesare, con obbligo di svolta su via Famagosta. In questo tratto, le fermate degli autobus verranno soppresse e le linee di superficie subiranno deviazioni, con inevitabili ripercussioni sulla fluidità del traffico. Su viale Mazzini, infine, l'area di cantiere occuperà la zona centrale del viale, compresa tra via Andreoli-via Fulcieri Paulucci de Calboli e viale Angelico, interessando anche i primi tratti di via Giunio Bazzoni e via Monte Santo; qui la circolazione sarà garantita da una corsia per ogni senso di marcia, con spazi per la sosta ridotti e via Bazzoni che diventerà a senso unico verso via Silvio Pellico.

Il progetto esecutivo e le sfide ingegneristiche della T2

La Tratta T2, per la quale la progettazione esecutiva è stata affidata al consorzio Metro C già nel luglio del 2025 a valle dell'approvazione del progetto definitivo da parte della commissaria straordinaria Maria Lucia Conti, si sviluppa per circa quattro chilometri di galleria e comporta un investimento complessivo che si aggira attorno ai due miliardi di euro, dei quali una quota significativa, pari a 673 milioni, fa capo a Webuild. Si tratta di un intervento di ingegneria estrema, che prevede la realizzazione di diaframmi profondi fino a novanta metri dalla superficie – una tecnologia già sperimentata con successo nel cantiere di piazza Venezia – e il passaggio dei tunnel a circa venticinque metri al di sotto del letto del Tevere, un'impresa che richiederà l'impiego di macchinari e competenze all'avanguardia per salvaguardare la stabilità del terreno e dei monumenti sovrastanti.

Le stazioni di Chiesa Nuova e di San Pietro, quest'ultima in particolare collocata all'interno dei giardini di Castel Sant'Angelo e destinata a diventare la più profonda dell'intera tratta con i suoi sette livelli interrati fino a quarantotto metri, sono state concepite come vere e proprie archeo-stazioni sul modello di quanto già realizzato a Porta Metronia e al Colosseo: ciò significa che durante gli scavi, condotti con la massima attenzione e con il costante monitoraggio archeologico, si provvederà a valorizzare e rendere visibili ai futuri passeggeri i reperti che emergeranno dal sottosuolo, integrando così l'infrastruttura di trasporto con la stratificazione storica della città. La fermata di Ottaviano, come detto, garantirà l'interscambio con la linea A, mentre quella di Mazzini, situata nel quartiere della Vittoria, andrà a servire un'area densamente popolata e ricca di uffici.

L'impatto sulla mobilità e la tempistica dei lavori

Secondo quanto spiegato dall'assessore alla Mobilità di Roma Capitale, Eugenio Patanè, l'impatto sulla viabilità, sebbene inevitabile in una fase di cantierizzazione così massiccia, è stato studiato per essere il meno invasivo possibile, con modifiche che verranno attuate in presenza di specifiche lavorazioni e che riguarderanno principalmente la riorganizzazione degli attraversamenti pedonali e limitazioni alla sosta nelle aree immediatamente adiacenti ai cantieri. Resta il fatto che per i prossimi quindici mesi residenti, pendolari e turisti dovranno fare i conti con un quadro della circolazione profondamente mutato, con corso Vittorio Emanuele e viale Mazzini che saranno le arterie principali su cui si concentreranno i restringimenti di carreggiata, mentre in altre zone, come quelle attorno a piazza della Chiesa Nuova, le modifiche alla viabilità saranno più strutturali e destinate a durare per l'intero periodo dei lavori.

L'obiettivo dichiarato dall'amministrazione, più volte ribadito dal sindaco Roberto Gualtieri in occasione delle presentazioni pubbliche del progetto, è quello di completare l'intera tratta, compresa la successiva estensione T1 da Clodio a Farnesina che dovrebbe partire entro luglio, in un arco temporale di circa dieci anni, con una previsione di chiusura cantieri che al momento è fissata per il 2036, un orizzonte temporale lungo che tuttavia, a detta del primo cittadino, potrebbe essere ridotto grazie a un'accelerazione delle procedure e all'impiego delle migliori tecnologie disponibili.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.