Un Verdi in caduta libera trova un pianoforte a coda in Alto Adige

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’aria frizzante di Bolzano ha un nuovo abitante di riguardo, uno di quelli che la fatica del campo l’ha vista tutta, dai campi di Serie A a quelli, più umili ma non per questo meno competitivi, della serie cadetta. Simone Verdi, il cui talento elegante e il sinistro curvo erano diventati, per un periodo non troppo lontano, merce rara e preziosa nel massimo campionato, ieri ha varcato in silenzio il cancello del centro sportivo del Südtirol. Lo ha fatto senza clamori, come spesso accade quando un giocatore di esperienza accetta una sfida laterale, scendendo di categoria per ritrovare quella continuità che gli era sfuggita di mano. La società altoatesina, guidata in panchina dall’esperto Fabrizio Castori, ha infatti ufficializzato l’arrivo del trequartista, precisando come l’uomo abbia già iniziato ad allenarsi con il gruppo in virtù di un nulla osta concesso dal Como, club al quale è legato, in attesa della prossima riapertura ufficiale delle liste di trasferimento.

Un curriculum che pesa come un macigno (o come una speranza)

Il peso di un nome, si sa, a volte può essere ingombrante, altre volte può trasformarsi in un motore potente. Verdi, che di strada nel calcio che conta ne ha fatta tanta, vestendo maglie prestigiose come quelle di Napoli e Bologna e collezionando oltre duecento presenze nella serie maggiore, porta con sé un bagaglio tecnico innegabile. Quel numero, 240, risuona come un promemoria di un passato di certo non banale, fatto di assist decisivi e gol da copertina, ma anche di un progressivo allontanamento dai riflettori più accesi. La scelta del Südtirol, squadra che non riesce a vincere una partita dal 27 settembre e che nell’ultimo turno ha pareggiato 1-1 sul campo del Padova, appare dunque come una scommessa reciproca, un tentativo concreto di risalita per entrambe le parti. Da una parte un club che cerca la chiave per sbloccare un momento difficile, dall’altra un calciatore che ha bisogno di ritrovare il ritmo e la centralità che per troppo tempo gli sono mancati.

La macchina amministrativa già in moto per gennaio

Nonostante l’immediatezza dell’accordo e l’avvio degli allenamenti in biancorosso, i tifosi dovranno armarsi di pazienza per vedere il nuovo acquisto in azione in partita ufficiale. Le regole del calciomercato, del resto, sono ferree e il tesseramento potrà avvenire soltanto a gennaio, con l’apertura della sessione invernale. Quello che il club di Bolzano ha voluto fare, comunicando l’operazione già il 23 dicembre, è stato dare un segnale chiaro al proprio ambiente, indicando una direzione e dimostrando di voler reagire prontamente a una crisi di risultati che si è prolungata per diverse settimane. Verdi, nel frattempo, avrà modo di ambientarsi, di conoscere i compagni e i meccanismi di gioco voluti da Castori, cercando di mettere da parte la ruggine accumulata in periodi di minore utilizzo.

Una carriera in cerca del bis

La parabola di Simone Verdi, che ha mosso i primi passi nel vivaio del Milan e ha poi girato l’Italia in lungo e in largo toccando anche Torino, Empoli, Verona e Salernitana, con una parentesi persino in Spagna all’Eibar, sembra dunque approdare a un capitolo inatteso. Un capitolo che, seppur lontano dai palcoscenici dove un tempo era solito esibirsi, conserva un’attrattiva non indifferente. Perché la Serie B, con la sua durezza e il suo campionato logorante, rappresenta spesso un banco di prova spietato, in grado di rilanciare carriere o, al contrario, di sancirne il definitivo declino. L’Alto Adige, con i suoi panorami maestosi e un calcio che cerca faticosamente la via della salvezza, diventa così lo scenario di una nuova prova, forse l’ultima grande occasione per un fantasista che la maglia azzurra l’ha pure indossata, seppur in un breve scorcio del passato, e che ora deve dimostrare di avere ancora qualcosa da dire.

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