Il Milan supera il Venezia e Gimenez si sblocca: la corsa europea resta aperta
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Redazione Sport
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Il Milan torna dalla trasferta veneziana con tre punti fondamentali, ottenuti grazie a un netto 2-0 che mantiene vive le speranze di qualificazione europea, indipendentemente dall’esito della finale di Coppa Italia contro il Bologna. Un successo costruito con pragmatismo, nonostante l’assenza dell’attaccante serbo Luka Jovic, fermato da un dolore lombare durante il riscaldamento, che ha costretto Paulo Conceiçao a ripiegare su Tammy Abraham.
La partita, disputata al Penzo, ha visto i rossoneri imporsi con autorevolezza, anche se il Venezia – reduce da una stagione in cui l’incapacità di concretizzare il gioco prodotto ha rappresentato un limite costante – ha cercato di reagire, senza però mai diventare realmente pericoloso. Christian Pulisic, già protagonista nelle ultime uscite, ha spezzato gli equilibri dopo soli cinque minuti, mentre Santiago Giménez, al 96’, ha sigillato il risultato con il suo primo gol in maglia rossonera, liberandosi da un digiuno che pesava sulle sue spalle.
Quella di Conceiçao, che ha confermato per la quarta volta consecutiva il 3-4-3, si sta rivelando una scelta vincente: con questo modulo, il Milan ha subito un solo gol in quattro partite, segnandone nove. Una solidità difensiva che, unita alla capacità di gestire le fasi più complicate, ha permesso alla squadra di controllare il match senza eccessivi affanni. "Siamo molto contenti di Conceiçao – è stato sottolineato dall’ambiente milanista –, ha portato metodologia e intensità".
Tra le pagelle spiccano quelle di Pulisic, decisivo non solo in gol, e di Youssouf Fofana, autore di una prestazione dinamica e precisa. Meno incisivi, invece, Rafael Leao e Nikola Pavlovic, le cui performance hanno lasciato spazio a margini di miglioramento.
Dal punto di vista statistico, il Milan interrompe un digiuno che durava da marzo 2022: non riusciva, infatti, a vincere due trasferte consecutive in Serie A senza subire reti. Un dato che, seppur marginale, conferma la crescita di compattezza del gruppo negli ultimi mesi.
Quella di Venezia, invece, resta una stagione da dimenticare, con la salvezza ormai appesa a un filo. La squadra lagunare, pur mostrando generosità, non ha mai trovato la chiave per trasformare il possesso in concretezza, confermando una tendenza che ne ha segnato negativamente l’annata.




