Italia, la cura Mancini funziona: Kayode e Pio Esposito trascinano gli azzurri

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Redazione Salute Redazione Salute   -   La Nations League dell'Italia riparte da Bursa con un 4-1 sulla Turchia che cancella le ombre della sconfitta casalinga contro il Belgio e restituisce slancio a una Nazionale in cerca di identità. Roberto Mancini, tornato sulla panchina azzurra dopo l'esperienza in Arabia Saudita, ha sorpreso tutti cambiando otto giocatori di movimento rispetto alla partita precedente, una scelta che alla vigilia era stata definita coraggiosa se non addirittura folle.

Il risultato gli ha dato ragione: l'Italia ha dominato il primo tempo con un gioco veloce e fluido, segnando tre reti in meno di mezz'ora e mandando in confusione la squadra di Vincenzo Montella.

La serata dei debutti: Kayode e i fratelli Esposito

Il nome che ha catalizzato l'attenzione è stato quello di Michael Kayode, terzino destro classe 2002 di proprietà del Brentford, al debutto assoluto in azzurro. Il piemontese di origini nigeriane ha firmato il 3-1 con una conclusione di destro, dopo aver contribuito al raddoppio di Davide Frattesi con una percussione sulla fascia. La sua prestazione è stata definita da più parti «straripante», con un voto di 7,5 sulle pagelle, lo stesso riservato a Pio Esposito e Frattesi.

La storia di Kayode è emblematica di un calcio italiano che vede partire i propri talenti verso l'estero: cresciuto nella Fiorentina, è stato ceduto al Brentford nel gennaio 2025, prima in prestito e poi a titolo definitivo, e in Premier League ha trovato quella continuità che in patria gli era stata negata.

La serata di Bursa ha regalato anche una pagina di storia: per la prima volta dal 1915 due fratelli sono partiti insieme dal primo minuto con la maglia dell'Italia. Francesco Pio e Sebastiano Esposito hanno formato la coppia d'attacco titolare, un evento che non si verificava da 111 anni, dai tempi di Aldo e Luigi Cevenini. Pio, centravanti dell'Inter, ha suggellato la prestazione con il gol del definitivo 4-1, arrivando a quota sei reti in undici presenze in azzurro, un bottino che ne fa uno dei prospetti più interessanti del panorama nazionale.

Il maggiore degli Esposito, Sebastiano, al debutto in Nazionale maggiore, ha sfiorato più volte la rete senza però trovare il sigillo personale.

Il piano della Juventus per non ripetere l'errore

La parabola di Kayode, partito dall'Italia e affermatosi altrove, ha acceso i riflettori sulle strategie dei club di Serie A per trattenere i propri gioielli. La Juventus, in particolare, sta lavorando per blindare Destiny Elimoghale, esterno offensivo classe 2009 già promosso in Next Gen e convocato da Luciano Spalletti per l'Europa League. Il giovane, nato a Torino da genitori di origini nigeriane, è legato ai bianconeri da un contratto con scadenza nel 2028, ma il club starebbe valutando un adeguamento per allontanare le pretendenti.

Elimoghale, paragonato per caratteristiche a Rafael Leão, ha dichiarato di puntare al Pallone d'Oro, un obiettivo ambizioso ma coerente con un percorso che lo ha visto bruciare le tappe in ogni categoria del settore giovanile.

La partita di Bursa ha offerto a Mancini anche l'occasione per testare alternative in vista dei prossimi impegni. Nel finale hanno trovato spazio Alessandro Romano, centrocampista del Cagliari entrato al 75esimo al posto di Fagioli, e Doumbia, subentrato a Sebastiano Esposito. La vittoria contro la Turchia, per quanto incoraggiante, non cancella i problemi strutturali di una Nazionale che negli ultimi anni ha vissuto altalene emotive e risultati altalenanti.

Il prossimo banco di prova, in programma venerdì contro la Francia, dirà se il 4-1 di Bursa rappresenta un punto di svolta o soltanto una parentesi luminosa in un percorso ancora tutto da costruire.

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