Napoli-Cagliari, la notte di fuoco dei tifosi azzurri: petardi e cori sotto l’albergo dei sardi
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Redazione Sport
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La partita tra Napoli e Cagliari, che potrebbe decidere le sorti dello scudetto, è cominciata ben prima del fischio d’inizio. Nella notte, un corteo di circa mille tifosi azzurri, molti dei quali in sella a oltre quattrocento scooter, ha raggiunto l’Hotel Esedra a Fuorigrotta, a poche centinaia di metri dallo stadio Maradona, dove alloggia la squadra sarda. Bottiglie, petardi, fumogeni e clacson hanno trasformato le ore che avrebbero dovuto essere di riposo in un assordante caos, con l’evidente obiettivo di turbare la concentrazione degli avversari.
Non è la prima volta che accade, ma l’intensità del blitz – con fuochi d’artificio esplosi ripetutamente sotto le finestre – ha reso la situazione più pesante del solito. I giocatori del Cagliari, guidati da Nicola, dovranno affrontare stasera una partita cruciale per il Napoli, che con Conte in panchina sogna di chiudere il campionato con una vittoria. E se i tifosi partenopei sperano di averli fiaccati, i residenti della zona, invece, hanno dovuto sopportare un disturbo che si è protratto per ore, senza che interventi delle forze dell’ordine riuscissero a placare del tutto la situazione.
Quella dei "bivacchi" notturni sotto gli hotel delle squadre avversarie è una pratica diffusa, sebbene condannata più volte dalla Lega Serie A. Stavolta, però, la posta in gioco – lo scudetto – ha alzato ulteriormente la tensione, trasformando quello che poteva essere un semplice gesto di sostegno alla squadra in una vera e propria strategia di disturbo. Il rischio, come già accaduto in passato, è che episodi del genere finiscano per alimentare polemiche sulla sicurezza e sulla gestione degli eventi sportivi, soprattutto quando coinvolgono quartieri densamente popolati.




