Gas, prezzo fino a 84 euro con il freddo di gennaio, l'allarme di Goldman Sachs
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Redazione Esteri
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Il prezzo del gas potrebbe arrivare a toccare gli 84 euro al megawattora, secondo gli analisti di Goldman Sachs. La situazione attuale, già critica a causa dell'interruzione dei flussi di gas russo attraverso l'Ucraina e di un impianto di GNL in Norvegia, è ulteriormente aggravata dall'ondata di freddo prevista per gennaio. Se le temperature dovessero rimanere sotto la media nelle prossime due settimane, il prezzo dei future TTF sul mercato di Amsterdam, benchmark del gas nel Vecchio Continente, potrebbe subire ulteriori rialzi, con un picco tra i 63 e gli 84 euro al megawattora, rispetto a uno scenario di 40 euro in presenza di temperature nella norma.
In Transnistria, territorio a maggioranza filorussa nella Repubblica di Moldova, il blocco delle forniture di gas da Mosca ha portato alla chiusura di tutte le fabbriche della regione, ad eccezione delle industrie alimentari, indispensabili per sfamare la popolazione. La Russia nega di aver usato il gas come arma per costringere la Moldavia e incolpa Kiev per essersi rifiutata di rinnovare l'accordo di transito del gas. Tuttavia, il 1 gennaio Gazprom ha sospeso le esportazioni in Moldavia, lasciando cittadini al gelo e fabbriche chiuse. La crisi del gas spinge la Transnistria tra le braccia di Putin, con una crisi energetica sempre più geopolitica.
La fine del transito del gas russo via Ucraina richiama gli europei, per l'ennesima volta, al tempo delle scelte. Il report Draghi indica in una politica energetica integrata europea la scelta prioritaria per il rilancio dello sviluppo competitivo. Tuttavia, forse è sufficiente affidarsi alla storica affidabilità europea dei suoi padri fondatori, che come prima mossa scelsero di mettere insieme carbone e acciaio per dare struttura alle fondamenta della costruzione del sogno europeo.




