Il pagellone del calciomercato: Inter al top, cresce la Roma. Napoli fermo
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Redazione Sport
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La lunga estate del calciomercato si è ufficialmente chiusa ieri alle 20 presso lo Sheraton San Siro di Milano, e già si iniziano a tirare le somme di una sessione che, per certi versi, ha restituito alla Serie A quella forza d'urto e quei colpi ad effetto che non si vedevano da tempo. I giudizi che seguono, però, non sono quelli dei commercialisti né si basano sul semplice saldo tra entrate e uscite: si tratta di valutazioni tecniche, che misurano il grado di competitività effettiva delle rose al termine della finestra di trasferimenti.
Un aspetto fondamentale, questo, perché spesso il business rischia di offuscare la reale crescita o involuzione di un gruppo, come dimostra il caso del Bologna, uscito da questa tornata di acquisti e cessioni come l'unica squadra ad aver subito un netto indebolimento dell'organico, nonostante le cifre importanti incassate.
La crisi del Bologna e il voto degli inseguitori
Il caso del Bologna è emblematico per comprendere la differenza tra un buon affare e un buon mercato: la cessione di Castro per circa 40 milioni, per fare un esempio, rappresenta senza dubbio un'operazione economica di tutto rispetto, ma se al suo posto subentra un attaccante da ricostruire come Dovbyk e uno da rilanciare come Piccoli, la squadra di Italiano non esce più forte di prima, anzi, si ritrova a fare i conti con un salto di qualità nella giocata che rischia di non essere colmato.
In questo scenario, la Roma sembra invece aver gettato le basi per una risalita, con un mercato che ha dato continuità e spessore a reparti che nelle scorse stagioni mostravano evidenti lacune, mentre la zona medio-bassa della classifica si è rimodellata in modo significativo, con operazioni last minute che hanno sconvolto gli equilibri e che ora attendono la verifica del campo per essere giudicate compiutamente.
L'Inter al vertice e il Napoli che delude
Secondo i giudizi espressi dal Corriere dello Sport, l'Inter si conferma la squadra che ha sfruttato meglio la finestra di calciomercato, portando a casa un voto altissimo che certifica la bontà delle scelte operate dai dirigenti nerazzurri, i quali sono riusciti a blindare i punti di forza e a innestare elementi funzionali al gioco di Inzaghi senza stravolgere l'ossatura della squadra.
All'estremo opposto della graduatoria si piazza invece il Napoli, che incassa un'insufficiente valutazione di 4,5, segno di una gestione che ha lasciato più di un dubbio sulla reale capacità della rosa di colmare il vuoto lasciato da alcuni partenti illustri e di reggere l'urto di una stagione che si preannuncia lunghissima e ricca di impegni.
Il divario tra queste due realtà è significativo e fotografa due filosofie opposte: da un lato la continuità e la programmazione, dall'altro un'operazione di svecchiamento che, al momento, appare ancora troppo acerba per garantire le sicurezze necessarie a competere ai massimi livelli.
Fantasia e numeri 10: il mercato degli attaccanti
La sessione estiva appena conclusa ha avuto un denominatore comune che ha catturato l'attenzione di tifosi e addetti ai lavori, ovvero il ritorno prepotente degli attaccanti e dei fantasisti, oggetto dei desideri di gran parte dei club di Serie A e custodi dei sogni di chi ama il calcio spettacolo.
La figura del numero 10, quella del giocatore capace di inventare la giocata decisiva o di accendere la luce in un match bloccato, è tornata al centro del proscenio, con operazioni che hanno ridato credibilità a un ruolo che negli ultimi anni sembrava essere stato messo in secondo piano dalla ricerca ossessiva di equilibri tattici e interdizioni.
Non a caso, il mercato ha premiato chi ha investito su questi profili, mentre ha penalizzato chi ha scelto di privarsene senza un adeguato ricambio, come dimostra il caso di Dybala, che sembra un vero e proprio nuovo acquisto per come si è presentato in questo avvio di campionato, tirato a lucido e motivato come non accadeva da tempo, a testimonianza che certe qualità, se adeguatamente valorizzate, possono ancora fare la differenza in un campionato che si appresta a vivere una delle sue edizioni più equilibrate e imprevedibili degli ultimi anni.
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