Di Battista verso il rientro in Italia: il volo sarà privato

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Alessandro Di Battista potrebbe rientrare in Italia nei prossimi giorni, ma per il trasferimento non sarà utilizzato il volo di Stato che il governo Meloni aveva messo a disposizione. L’ex parlamentare M5S, ricoverato all’ospedale “Hermanos Ameijeiras” dell’Avana, resta vigile e continua anche a seguire le notizie e a intervenire sui social, mentre le sue condizioni di salute vengono monitorate con particolare attenzione. Il rientro di Di Battista dall’Avana dovrebbe quindi avvenire con un volo privato, dopo che era stata prospettata anche la possibilità di utilizzare un aereo di Stato per riportarlo in Italia e consentire la prosecuzione dell’assistenza sanitaria.

Di Battista ha rifiutato il volo di Stato per il rientro

Da quanto si apprende, sarebbe stato lo stesso Di Battista a non voler utilizzare l’aereo di Stato messo a disposizione dal governo. Una soluzione che, secondo le informazioni riportate, era già stata adottata nell’ultimo anno per circa 60 cittadini italiani che si erano trovati all’estero e avevano avuto bisogno di assistenza sanitaria. Nel suo caso, però, il trasferimento verso l’Italia dovrebbe seguire una strada diversa. Le condizioni dell’ex deputato richiedono ancora valutazioni mediche precise, perché pur essendo vigile non sarebbe stato nelle condizioni di affrontare immediatamente il viaggio, circostanza che ha alimentato ore di attesa sia a Cuba sia in Italia.

Il lavoro per organizzare il rientro è stato accompagnato dall’intervento del ministro degli Esteri Antonio Tajani, mentre all’Avana sono arrivati anche familiari e specialisti italiani. Nella capitale cubana ha raggiunto Di Battista Sahra Lahouasnia, madre dei suoi figli, insieme a due medici del Policlinico Gemelli di Roma incaricati di valutare direttamente il quadro clinico. La presenza dell’équipe serve a definire con maggiore precisione le condizioni del paziente e a verificare quando il trasferimento possa essere affrontato in sicurezza, in un momento in cui diagnosi e prognosi precise restano al centro dell’attesa.

I medici del Gemelli all’Avana per valutare le condizioni

La missione sanitaria partita dall’Italia comprende Giuseppe Maria Della Pepa, neurochirurgo originario di Agropoli e in forza al Policlinico Gemelli di Roma, e Isabella Melchionda, anestesista e rianimatrice dello stesso ospedale. I due specialisti sono arrivati all’Avana per seguire da vicino l’evoluzione delle condizioni di Alessandro Di Battista e contribuire alla valutazione clinica necessaria prima di qualsiasi spostamento. L’ex parlamentare è ricoverato nell’ospedale “Hermanos Ameijeiras”, dove il suo stato di salute continua a essere osservato mentre si attende un quadro più definito sulla diagnosi e sulla possibilità di affrontare il viaggio verso l’Italia.

Le informazioni disponibili descrivono Di Battista come vigile e ancora attivo sui social. Nelle ultime ore ha ripreso a pubblicare e condividere contenuti legati anche alle sue battaglie storiche, un elemento che mostra come continui a seguire ciò che accade nonostante il ricovero. Questo non elimina però le cautele legate al trasferimento: le sue condizioni sono state indicate come critiche e, proprio per questo, il rientro non è stato considerato immediatamente possibile. La decisione sul viaggio dipende dunque dalle valutazioni dei medici presenti a Cuba e dall’evoluzione del quadro clinico osservato nell’ospedale dell’Avana.

Il rientro in Italia resta legato alle valutazioni cliniche

L’ipotesi è che Alessandro Di Battista possa lasciare Cuba entro pochi giorni, una volta verificate le condizioni necessarie per affrontare il trasferimento. Il punto centrale resta la compatibilità del viaggio con il suo stato di salute, dopo le ore di apprensione seguite al ricovero e all’impossibilità iniziale di partire. La presenza dei due specialisti del Gemelli consente ora una valutazione diretta anche in vista del rientro, mentre il volo di Stato non rientra più nella soluzione indicata. Al suo posto è previsto un volo privato, che dovrebbe permettere di organizzare il trasferimento verso l’Italia tenendo conto delle esigenze sanitarie emerse durante il ricovero all’Avana.

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