Firenze, referendum sulla giustizia, al via l’assistenza per i votanti con disabilità

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Si aprono oggi alle 7, per chiudersi alle 23, i seggi in tutta la città per il referendum sulla riforma della giustizia, una consultazione che porta con sé un apparato organizzativo complesso, reso ancora più articolato dalle specifiche tutele previste per determinati gruppi di elettori. Tra questi, rientrano le persone con disabilità fisiche che ne impediscono l’esercizio materiale e autonomo del voto: una categoria ampia che include i non vedenti, coloro che sono privi delle mani, e quanti siano affetti da paralisi o da un impedimento analogo certificato. A costoro, la legge riconosce il diritto di farsi accompagnare in cabina elettorale da un accompagnatore di fiducia, il quale, condizione questa non secondaria, deve essere a sua volta elettore di qualsiasi comune italiano, pur potendo esercitare tale funzione una sola volta nell’arco della giornata.

L’accesso a questa forma di voto assistito è subordinato a precise modalità di presentazione al seggio: l’elettore dovrà esibire la tessera elettorale recante la sigla «AVD», oppure, in mancanza di questa, dimostrare un impedimento fisico evidente agli occhi del presidente del seggio. In alternativa, è possibile presentare un’apposita certificazione medica rilasciata dalla ASL, un documento la cui richiesta, secondo quanto disposto, può essere inoltrata fino al 23 marzo presso sportelli dedicati. Due le sedi individuate per questo adempimento: la Casa della Comunità D’Annunzio, in viale D’Annunzio 29, con orari di apertura specifici (giovedì 19 marzo dalle 8.30 alle 10.30 e venerdì 20 marzo dalle 9.00 alle 11.00), e la Casa della Comunità Santa Rosa, sul lungarno S. Rosa 13, che riceverà il pubblico giovedì 19 marzo dalle 16.00.

Spostando il focus su un altro centro nevralgico della consultazione, a Messina la macchina organizzativa ha dovuto fare i conti con un avvio di giornata tutt’altro che lineare. Nelle 253 sezioni elettorali attivate, alle quali si aggiungono nove seggi speciali, si è resa necessaria la sostituzione di quattro presidenti di seggio e di oltre trecento scrutatori, un intervento che ha impegnato gli uffici competenti nel pomeriggio per garantire la regolare costituzione dei seggi. Nonostante questi cambiamenti, i presidenti hanno potuto ricevere in tempo utile tutto il materiale necessario per lo svolgimento delle operazioni di voto e di scrutinio, mentre il elettorale messinese, forte di 174.660 iscritti, si preparava ad affrontare una tornata referendaria che in città si annunciava complessa già sul piano logistico.

I numeri di Rimini e il confronto con il passato

A Rimini, dove sono chiamati alle urne 261mila cittadini, il dato anagrafico più singolare è forse quello della più anziana elettrice, una donna di 108 anni, a testimonianza della capillarità della chiamata al voto. Ma il dato che più pesa sulle aspettative di questa consultazione è il precedente storico dell’affluenza: un anno fa, in occasione dei referendum abrogativi sul lavoro e sul periodo minimo per ottenere la cittadinanza italiana, nella provincia riminese si era recato alle urne soltanto un elettore su tre, con una percentuale che si era fermata al 31,15%. Un dato che, se contestualizzato, la poneva in coda alla regione Emilia-Romagna, davanti soltanto a Piacenza, ferma al 27,8%, consolidando una tendenza ormai ventennale che vede Rimini, dopo Piacenza, detenere il primato della più bassa affluenza in regione.

L’allestimento dei seggi e la macchina organizzativa

Nel frattempo, la macchina organizzativa a livello locale procedeva tra attese e attività preparatorie. Il pomeriggio, in particolare, si è rivelato movimentato nelle 263 sezioni ordinarie allestite per l’occasione, dislocate in sessanta scuole cittadine. A queste strutture principali si aggiungono tre seggi allestiti negli ospedali, oltre ad alcune sezioni volanti operative in case di cura e in altri luoghi dai quali gli elettori non possono materialmente allontanarsi per raggiungere i seggi tradizionali. Un lavoro di allestimento, quello della cartellonistica e degli avvisi, che ha visto gli addetti impegnati fino all’ultimo, come ha raccontato il presidente del seggio 107 nella zona dello Stadio, il quale, pur evidenziando il lavoro di affissione di fogli e manifesti, ha confermato che il procedimento si stava svolgendo senza intoppi, con la fiducia che tutto potesse proseguire per il meglio.

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