Caso Bergamini: la svolta dopo 35 anni

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Il 18 novembre 1989, lungo la Statale 106 in Calabria, il talentuoso centrocampista del Cosenza Calcio, Denis Bergamini, morì in circostanze misteriose. La versione ufficiale dell'epoca parlava di suicidio: Denis, dopo un litigio con l'ex fidanzata, si sarebbe gettato sotto un camion in corsa. Il camionista, Raffaele Pisano, confermò questa versione, sostenendo che il calciatore si fosse buttato improvvisamente sotto il suo mezzo, senza dargli il tempo di frenare.

Tuttavia, dopo 35 anni di indagini e battaglie legali, la verità è finalmente emersa: Denis Bergamini fu ucciso. La nuova verità giudiziaria ha portato alla condanna a 16 anni di Isabella Internò, l'ex fidanzata del calciatore, ritenuta responsabile e mandante dell'omicidio. La sorella di Denis, Donata, ha combattuto ininterrottamente per far emergere la verità, sostenuta dagli ex compagni di squadra di Denis, come Ugo Napolitano, Gigi Simoni, Michele Padovano, Alberto Urban e Padre Fedele, un personaggio carismatico che frequentava la curva degli ultras rossoblù.

Subito dopo la lettura del dispositivo della sentenza, Donata si è recata tra il pubblico per salutare chi è stato sempre al suo fianco in questi lunghissimi anni. Gianluca Di Marzio, noto giornalista di Sky e figlio dell'ex allenatore rossoblù Gianni, ha commentato la sentenza sui social con una foto della sua gioventù e una frase carica di significato: "Non è mai troppo tardi per conoscere la verità, caro Denis".

Il caso Bergamini ha scosso profondamente il mondo del calcio e la città di Cosenza, lasciando un segno indelebile nella memoria collettiva.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.