Polonia, quindicenne accoltella a morte una donna in una scuola elementare: fermato, aveva tre coltelli
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Redazione Esteri
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Un ragazzo di 15 anni è entrato questa mattina in una scuola elementare della Polonia centrale e ha aggredito tre persone con un coltello. Una donna di 37 anni, collaboratrice scolastica dell'istituto, è morta nonostante i tentativi di rianimazione. Altre due persone, tra cui il preside, sono rimaste ferite ma le loro vite non sarebbero in pericolo. Il giovane è stato arrestato: aveva con sé tre coltelli.
L'episodio si è verificato intorno alle 9 nella scuola primaria intitolata a Giovanni Paolo II a Leszczydół-Nowiny, un villaggio di poche centinaia di abitanti a circa 70 chilometri a est di Varsavia, nel voivodato della Masovia. Secondo quanto ricostruito dalla polizia, l'aggressore è un ex alunno dell'istituto, che ora frequenta una scuola professionale.
La portavoce della polizia di Varsavia, Katarzyna Kucharska, ha spiegato che la donna è stata la prima persona colpita: il preside, sentite le urla, è accorso nel corridoio e ha tentato di immobilizzare il ragazzo insieme a un'insegnante. Entrambi sono rimasti feriti nel tentativo di fermarlo.
Il racconto del preside
Krzysztof Ochmański, dirigente dell'istituto, ha riferito all'emittente Radio dla Ciebie di aver sentito un grido e di essersi precipitato fuori dall'ufficio. «Mi ha ferito con la lama di un coltello piuttosto lungo – aveva tre coltelli – e mi ha colpito con il manico», ha raccontato. «A quel punto ero riuscito in qualche modo a bloccarlo. Si è divincolato per un attimo e solo allora ho capito che era un coltello vero». Il preside ha anche notato che il ragazzo indossava un abbigliamento insolito e aveva un casco sulla testa.
Secondo quanto riferito dal premier Donald Tusk nel corso della giornata, il casco era dotato di una telecamera: l'intenzione del quindicenne sarebbe stata quella di filmare l'aggressione.
Il secondo attacco in meno di ventiquattro ore
L'episodio di Leszczydół-Nowiny arriva a poche ore di distanza da un altro accoltellamento avvenuto il giorno precedente in una scuola della stessa regione. Mercoledì mattina, nel complesso di scuole professionali di Ostrołęka, a circa 120 chilometri a nord di Varsavia, uno studente di 19 anni ha ferito nove persone con un'arma da taglio: cinque studenti, due insegnanti e due passanti. Una delle persone colpite ha riportato ferite gravi, ma nessuna sarebbe in pericolo di vita.
Il giovane è fuggito e stato arrestato poco dopo nei pressi di una spiaggia cittadina, a meno di un chilometro dall'istituto; al momento della cattura presentava ferite che i procuratori hanno ricondotto a un gesto di autolesionismo. Nello zaino che aveva con sé è stato trovato un ordigno esplosivo artigianale.
Sempre mercoledì, le forze dell'ordine hanno fermato un diciassettenne a Sierpc, località a nord-ovest della capitale, dopo che alcuni compagni avevano riferito agli insegnanti che il ragazzo aveva manifestato l'intenzione di compiere «qualcosa di pericoloso» nella sua scuola. Nell'appartamento sono stati sequestrati due coltelli e il telefono cellulare, sul quale la polizia avrebbe trovato ricerche legate a un attacco pianificato. Il ministro dell'Interno Marcin Kierwiński ha attribuito il merito dell'intervento alla collaborazione tra docenti e forze dell'ordine.
La riunione d'urgenza del governo
La sequenza di episodi ha spinto il primo ministro Donald Tusk a convocare per le 13 una riunione straordinaria con i ministri dell'Interno, della Digitalizzazione, dell'Istruzione e della Salute, insieme al coordinatore dei servizi segreti e al comandante generale della polizia. Nel corso dell'incontro, Tusk ha parlato di una «situazione molto critica» e di un «culto della violenza» alimentato da contenuti diffusi in rete.
Ha poi chiesto che la polizia intensifichi i pattugliamenti all'interno degli istituti scolastici, almeno una volta al giorno, in modo che eventuali emulatori percepiscano la presenza delle forze dell'ordine. La ministra dell'Istruzione Barbara Nowacka ha invitato media e influenzatori a commentare i fatti con «responsabilità», per evitare che si inneschi un effetto a catena.
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