Coppa Italia, Livorno-Reggiana finisce 0-3 a tavolino: Mancini non era tesserato

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La partita del 15 agosto, valida per il primo turno di Coppa Italia di serie C e terminata con il punteggio di 3-1 in favore del Livorno, non verrà omologata. Il Giudice sportivo, infatti, dovrebbe assegnare la vittoria a tavolino alla Reggiana per 0-3, vanificando così la prestazione degli amaranto. Il motivo è da ricercarsi nella posizione irregolare del giovane attaccante Tommaso Mancini, sceso in campo seppur non regolarmente tesserato al momento del fischio d'inizio, autore peraltro di una delle reti che avevano illuso il pubblico di casa.

Il ricorso della Reggiana e le norme del Codice di Giustizia

A seguito del ricorso presentato dalla società emiliana, la quale aveva già manifestato le proprie perplessità subito dopo il match, il Codice di Giustizia Sportiva della FIGC è stato chiamato in causa per valutare la regolarità della posizione del calciatore. La normativa, in casi come questo, è piuttosto chiara e prevede la sconfitta a tavolino per la squadra che ha impiegato un elemento non tesserato correttamente, stabilendo il risultato di 0-3 a favore della compagine avversaria.

A ciò si aggiunge la possibilità che vengano comminate sanzioni alla società livornese, con i dirigenti responsabili che potrebbero anche incorrere in inibizioni temporanee, una prospettiva che getta un'ombra su quella che era stata una partenza più che positiva per gli amaranto.

La cronaca della gara e il botta e risposta sul campo

La partita, disputatasi all'Armando Picchi, era sembrata un vero e proprio esordio da applausi per la formazione di Cristiano Lucarelli, reduce dalla retrocessione della Reggiana dalla Serie B e data tra le grandi favorite per il salto di categoria. Ad aprire le danze era stato Bacciardi, mentre Portanova era riuscito a pareggiare i conti nel recupero del primo tempo; nella ripresa, poi, Malotti e lo stesso Mancini avevano firmato il definitivo 3-1, travolgendo una Reggiana apparsa sottotono e regalando entusiasmo all'ambiente labronico.

La prestazione convincente aveva fatto ben sperare per l'imminente inizio del campionato, con il tecnico che aveva espresso la volontà di proseguire il cammino anche in Coppa, ma la questione burocratica legata al tesseramento rischia ora di stravolgere ogni piano e di trasformare una vittoria in una sconfitta pesante.

Le conseguenze per il Livorno e l'umore dell'ambiente

Il colpo di scena giudiziario rischia di pesare non poco sull'umore della squadra e della piazza, che aveva accolto con grande favore il successo sulla Reggiana, considerato un test importante in ottica futura. L'errore nei tempi del tesseramento di Mancini, avvenuto con un ritardo di poche ore, si è rivelato fatale e vanifica un'ottima prova collettiva, costringendo la dirigenza a fare i conti con un rischio concreto di sanzioni che potrebbero andare oltre il semplice risultato del campo.

La società amaranto, che aveva iniziato la stagione con il piede giusto, si trova ora a dover gestire un'annosa questione burocratica che potrebbe minare le certezze costruite in queste prime uscite, mentre il calendario non attende e l'inizio del campionato si avvicina a grandi passi, richiedendo una pronta reazione mentale da parte dell'intero gruppo.

Resta da capire l'entità delle eventuali inibizioni ai dirigenti e se il Giudice sportivo applicherà alla lettera le norme previste, ma la sensazione è che la Reggiana abbia colto l'occasione per recuperare una partita che sul campo sembrava irrimediabilmente compromessa, approfittando di un errore amministrativo che il Livorno pagherà caro.

Per i tifosi amaranto, che avevano già iniziato a sognare, rimane l'amarezza per una vittoria che si trasforma in un duro colpo, con la consapevolezza che la strada verso i vertici del campionato sarà in salita e che ogni dettaglio, anche il più piccolo, può fare la differenza in una categoria così competitiva come la serie C.

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