Dettagli emergono nel processo per violenza sessuale a carico di Ciro Grillo e amici
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Redazione Interno
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Nel processo a porte chiuse sulla presunta violenza sessuale di gruppo, emergono nuovi dettagli. Ciro Grillo, figlio di Beppe Grillo, e i suoi tre amici genovesi, Francesco Corsiglia, Vittorio Lauria e Edoardo Capitta, sono accusati di aver aggredito una ragazza di 19 anni nella villa della famiglia Grillo a Porto Cervo.
La testimonianza della psichiatra
La psichiatra Marina Loi, consulente di parte civile, ha concluso che durante il presunto stupro di gruppo, la vittima era passiva e non partecipe al rapporto. Questa affermazione è stata fatta durante il processo, che si svolge al Tribunale di Tempio.
Il parere del medico legale
Secondo il medico legale consulente della parte civile, la vittima era completamente ubriaca, incapace di reagire e quindi in una condizione di inferiorità fisica e psicologica. Questa testimonianza sostiene che la vittima non poteva difendersi né opporsi ai quattro coetanei che erano con lei.
Il racconto della vittima
Il medico legale della parte civile, Lorenzo Marinelli, ha esposto in aula il risultato della sua consulenza sullo stato fisico in cui si trovava la studentessa italo norvegese al momento della presunta violenza sessuale. La sua relazione si basa sul racconto della ragazza, ascoltata più volte sia dagli investigatori che in aula, dopo la denuncia da lei presentata ai carabinieri della stazione Duomo di Milano nell'estate 2019, appena rientrata dalla vacanza in Costa Smeralda.
Queste testimonianze aggiungono ulteriori dettagli al caso, che continua a suscitare grande interesse e preoccupazione. Il processo è ancora in corso e si attendono ulteriori sviluppi.




