Carburanti, prezzi ancora alti nonostante il calo delle quotazioni: la commissione Mimit chiede trasparenza
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Redazione Economia
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Nonostante il recente ribasso delle quotazioni internazionali del petrolio, i prezzi alla pompa restano ostinatamente elevati, alimentando il malcontento tra i consumatori e le proteste delle associazioni. La Commissione di Allerta Rapida sui prezzi, istituita presso il Mimit, si è riunita oggi per analizzare un fenomeno che, negli ultimi mesi, ha assunto contorni sempre più controversi: la persistente divergenza tra l’andamento del mercato globale e quello che si traduce nei listini dei distributori.
Dai dati presentati durante l’incontro è emerso che, dopo i picchi registrati in seguito all’escalation del conflitto tra Iran e Israele, le quotazioni del greggio hanno invertito la rotta, complice anche la tregua mediata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Un alleggerimento che, tuttavia, non si è ancora riflesso sui rifornimenti italiani, dove i rincari – applicati in tempi record ai primi segnali di tensione geopolitica – sembrano resistere alle dinamiche di mercato.
"Non è accettabile che i rialzi siano immediati, mentre i ribassi tardino ad arrivare", hanno denunciato Adoc, Assoutenti e Federconsumatori, presenti in rappresentanza del Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti. Il Codacons, da parte sua, ha minacciato ricorsi legali qualora non si registrasse un aggiustamento dei prezzi, sostenendo che "l’esistenza di fenomeni speculativi sia ormai incontrovertibile". Resta da capire, però, chi tragga effettivo vantaggio da queste distorsioni, in un sistema opaco come quello del Platts, il benchmark di riferimento per le quotazioni dei carburanti.




