Google conferma il bug su Android Auto e rilascia la correzione, mentre rilancia il sistema operativo per l’auto
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Non sono bastate settimane di segnalazioni silenziose sui forum, con utenti sempre più esasperati da un malfunzionamento improvviso, per far muovere Google. È stato il crescere, quasi di ora in ora, delle lamentele – quelle sì, difficili da ignorare quando coinvolgono chi utilizza l’integrazione con il proprio veicolo per lavoro o per gli spostamenti quotidiani – a costringere il colosso di Mountain View a un intervento ufficiale. Il problema, emerso dopo mesi di utilizzo senza apparenti intoppi, riguardava la connettività di Android Auto: la connessione saltava all’improvviso, rendendo di fatto inutilizzabile il sistema proprio nel momento di maggiore necessità. Google ha confermato la natura del bug, rilasciando nelle scorse ore un aggiornamento che, secondo quanto si legge nelle note tecniche della versione 16.5, dovrebbe risolvere alla radice l’instabilità che aveva colpito un numero crescente di dispositivi.
Un’architettura che cambia: Android Auto non sarà più solo “lo schermo”
Se da un lato si correggono i problemi contingenti della piattaforma attuale, dall’altro l’azienda sta lavorando a una trasformazione ben più strutturale. L’obiettivo dichiarato, emerso nelle ultime presentazioni dedicate ai produttori automobilistici, è di non limitarsi più a gestire il display centrale – come accade oggi con Android Auto, che di fatto proietta l’interfaccia dello smartphone – ma di trasformare il sistema operativo nel “cervello” vero e proprio del veicolo. Per farlo, Google ha messo a punto una versione open source del proprio sistema pensata per le auto di nuova generazione: si chiama Android Automotive OS for Software Defined Vehicles (AAOS SDV), e rappresenta un cambio di paradigma. L’architettura, spiegano i tecnici, non sarà più un semplice strato di infotainment sovrapposto all’elettronica della vettura, ma integrerà funzioni che oggi appartengono a centraline separate, dalla climatizzazione alla gestione delle batterie fino ai sistemi di assistenza alla guida.
Il cuore dell’auto diventa software: la sfida dell’aggiornabilità
L’idea alla base di questo spostamento strategico – che ha richiesto anni di lavoro con i costruttori per armonizzare standard e sicurezza – è quella di rendere l’auto sempre più simile a un dispositivo aggiornabile nel tempo. Fino a oggi, per molti utenti, Android Automotive (che è cosa diversa da Android Auto) ha coinciso prevalentemente con il sistema che si vede sul display centrale: quello da cui si aprono mappe, musica in streaming e app compatibili. Con il nuovo approccio, invece, il software non sarà più un’aggiunta, ma il vero elemento determinante dell’esperienza di guida. Si tratta di un salto concettuale non secondario: se da un lato promette di allungare il ciclo di vita delle vetture attraverso aggiornamenti software post-vendita, dall’altro impone a Google una responsabilità nuova nella gestione della sicurezza e della stabilità di sistemi critici.
Aggiornamenti continui: la versione 16.5 segna il passo
Nel frattempo, senza attendere il dispiegamento su larga scala della nuova architettura SDV, il programma di sviluppo di Android Auto prosegue con il consueto ritmo fatto di release incrementali. Settimana dopo settimana, versione dopo versione, la piattaforma pensata per essere utilizzata sfruttando l’ampio display integrato nella plancia delle auto si arricchisce di nuove funzioni. Nei giorni scorsi, dopo una fase di beta test della durata di alcune settimane, Google ha avviato il rollout della versione 16.5. Si tratta, spiegano gli addetti ai lavori, di un aggiornamento che non si limita a correggere il bug della connettività, ma che introduce anche miglioramenti nella gestione delle notifiche e nella stabilità generale del sistema quando è sottoposto a sessioni d’uso prolungate. Un passo che, pur nella sua natura incrementale, segna un nuovo avanzamento per una piattaforma che Google non intende abbandonare, anzi, intende potenziare in attesa del salto definitivo verso l’automotive integrato.




