Stellantis, il titolo scivola a 4,35 euro dopo i declassamenti di Berenberg e Morgan Stanley
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Le azioni Stellantis NV hanno chiuso la seduta in deciso calo, attestandosi a 4,35 euro per azione, dopo una doppia revisione al ribasso da parte degli analisti di Berenberg e Morgan Stanley. Il titolo del gruppo automobilistico italo-franco-americano ha ceduto il 2,8% a Piazza Affari, in una giornata particolarmente negativa per l'intero comparto europeo dell'auto. La banca d'affari tedesca ha abbassato il proprio giudizio da "Buy" a "Hold", riducendo l'obiettivo di prezzo di circa il 35%, da 7,80 a 5,10 euro per azione.
Le ragioni del declassamento
Alla base della revisione delle stime ci sono le preoccupazioni per la debole leva operativa registrata nel secondo trimestre del 2026, in particolare nel mercato nordamericano, dove il miglioramento dei margini è rimasto indietro rispetto alla ripresa dei volumi. Berenberg ha ridotto le previsioni di utile operativo per il triennio 2026-2028 di circa il 15%, portandole a 2,674 miliardi di euro per l'anno in corso, contro una perdita di 842 milioni registrata nel 2025.
Gli analisti hanno evidenziato come il percorso di recupero della redditività dipenda fortemente da una ripresa significativa dei volumi negli Stati Uniti, accompagnata da un miglioramento dei margini, che potrebbe richiedere più tempo del previsto.
La pressione competitiva dei costruttori cinesi
Sul fronte europeo, la situazione non è meno complessa. I costruttori cinesi stanno espandendo aggressivamente la propria quota di mercato nel segmento dei suv di medie dimensioni, in particolare nei veicoli ibridi e ibridi plug-in, esercitando una pressione strutturale sui segmenti che generano i maggiori profitti per Stellantis.
Il livello di utilizzo della capacità produttiva del gruppo in Europa si attesta intorno al 50-55%, un dato che richiederebbe volumi più elevati per essere sostenibile, ma che il gruppo difficilmente può raggiungere senza sacrificare ulteriormente i prezzi.
Un quadro produttivo disomogeneo
Sul fronte industriale, i dati relativi al primo semestre 2026 mostrano una produzione in ripresa negli stabilimenti italiani, con un incremento complessivo del 13,7% a 252.223 unità tra auto e veicoli commerciali. La crescita è trainata dalle nuove produzioni di Jeep Compass a Melfi e della 500 ibrida a Mirafiori, con quest'ultimo stabilimento che segna un +135,4%. Il quadro resta tuttavia disomogeneo: lo stabilimento di Cassino registra un'ulteriore contrazione del 36,2%, con una produzione ridotta a 6.700 unità nel semestre e un'attività limitata a 5-6 giorni lavorativi al mese.
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