Aggressione fascista in un bar di Roma dopo manifestazione per la Palestina

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La serata di sabato, che aveva preceduto il blitz, era stata caratterizzata da una manifestazione definita "bella, partecipata e profondamente pacifica". Proprio quella tranquillità, che pareva consolidata, è stata spezzata poco dopo le ventitré da un episodio di violenza squadrista.

L'irruzione nel bar

Un gruppo di circa trenta persone, i cui volti erano celati da caschi integrali e armati di bastoni e spranghe, ha fatto irruzione nel bar "allo Statuto", situato nelle immediate vicinanze di piazza Vittorio, un luogo che in quel momento ospitava alcuni manifestanti di ritorno dal corteo. Costoro, come è facile immaginare, indossavano le tradizionali kefiah e esponevano bandiere palestinesi.

La ricostruzione sui social e i cori fascisti

I responsabili del locale, tramite i propri canali social, hanno ricostruito la dinamica immediatamente precedente all’assalto. Hanno riferito di un gruppo che, attraversando la zona, aveva intonato cori di chiara matrice fascista, tra cui il noto "Boia chi molla". Alla "risposta ferma e civile" dei clienti del bar, che si trovavano all'esterno o ai tavolini, è seguita la reazione violenta del gruppo organizzato. "Abbiamo provato a chiuderci dentro ma loro sono entrati con la violenza", hanno raccontato i titolari, descrivendo il momento di terrore in cui gli aggressori hanno forzato l'ingresso del locale.

Il panico e i danni

L’irruzione, caotica e brutale, ha gettato nel panico tutti i presenti, tra i quali, secondo quanto emerso, si trovavano anche famiglie con bambini. La furia degli assalitori, oltre a rivolgersi contro le persone identificate come obiettivo politico, si è abbattuta sull'arredamento del bar, che ha riportato danni significativi. Le violenze hanno causato lesioni a un dipendente del locale, colpito mentre probabilmente cercava di opporre resistenza o di proteggere i clienti. L’intera azione, fulminea e metodica, si è consumata in pochi minuti, tanto che all'arrivo delle forze dell'ordine, tempestivamente allertate, il gruppo di aggressori era già riuscito a dileguarsi senza lasciare tracce immediate.

Le indagini in corso e il clima di tensione

Sulle dinamiche precise dell’accaduto e sull'identità degli esecutori materiali sono in corso accertamenti da parte della polizia. Gli investigatori, come di consueto in casi del genere, stanno setacciando le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza della zona, nella speranza di individuare elementi utili a ricostruire il percorso del gruppo prima e dopo l’aggressione, nonché di riconoscere qualcuno di loro. L’episodio, per le sue modalità e per il simbolismo politico che trasuda, riporta alla memoria altri casi di violenza politica che hanno insanguinato la città in passato, evidenziando una tensione che pare lontana dall'esaurirsi.

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