L‘oro sotto i 4.900 dollari, il supporto cede e si guarda a quota 4.650

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La seduta si apre all’insegna delle vendite per il gold future con scadenza ad aprile 2026, il cui valore, stamattina, accusa una flessione decisa che ha portato il derivato a testare e momentaneamente a violare al ribasso il supporto di breve periodo situato a 4.900 dollari. Questo livello, già messo alla prova nei giorni scorsi, aveva retto respingendo i tentativi di recupero che si erano infranti contro la resistenza posta a 5.100 dollari; ora, invece, il cedimento apre tecnicamente la strada a nuovi spazi di discesa, con un primo obiettivo individuato dall’analisi tecnica nell’area compresa tra i 4.670 e i 4.650 dollari. Un movimento, quello odierno, che segue il raffreddamento delle quotazioni spot del metallo giallo, scivolate nell’intraday del 16 febbraio fino a 4.966,41 dollari l’oncia dopo il balzo del 2,4% registrato venerdì 13 febbraio, quando i dati sull’inflazione statunitense, risultati meno preoccupanti delle attese, avevano rafforzato l’ipotesi di un imminente taglio dei tassi da parte della Federal Reserve, fattore tradizionalmente favorevole ai metalli preziosi che non generano cedole -1.

Geopolitica e dollaro forte, la tempesta perfetta per il metallo giallo

A determinare l’inversione di tendenza delle ultime ore è un intreccio di fattori che vanno oltre la semplice presa di profitto seguita al rialzo di venerdì. Da un lato, pesa come un macigno il rafforzamento del dollaro statunitense, che ha toccato nuovi massimi rispetto a un paniere di valute principali rendendo il lingotto, prezzato in biglietto verde, più costoso per i detentori di altre divise e quindi meno appetibile -1. Dall’altro, un ruolo cruciale lo gioca il quadro geopolitico: l’allentamento delle tensioni, con il presidente Donald Trump che ha annunciato un coinvolgimento “indiretto” nei colloqui sul nucleare con l’Iran a Ginevra e con rappresentanti ucraini e russi pronti a incontrarsi per discussioni di pace mediate dagli Stati Uniti, riduce infatti la necessità per gli investitori di cercare riparo in beni rifugio come l’oro -1-2. A questa dinamica si aggiunge la ridotta liquidità del mercato, dovuta alle chiusure dei listini per le festività in Cina, Hong Kong e Corea del Sud per il Capodanno lunare e negli Stati Uniti per il Presidents‘ Day: un’assenza di domanda che amplifica i movimenti, facendo scivolare il prezzo dell’oro spot fino a toccare i 4.862 dollari, il livello più basso da oltre una settimana -1-3.

I verbali Fed e le attese di mercato nel mirino degli operatori

Ora l’attenzione degli operatori si sposta sulle prossime indicazioni di politica monetaria. I riflettori sono puntati sui verbali dell’ultima riunione della Federal Reserve, la cui pubblicazione è attesa per mercoledì 18 febbraio, e che potranno fornire indizi più chiari sulle tempistiche e sull’entità dei futuri tagli dei tassi. Nonostante i dati sull’inflazione più deboli del previsto abbiano alimentato le scommesse su un allentamento monetario, con il mercato che sconta attualmente la possibilità di due riduzioni dei tassi di un quarto di punto entro l’anno, il biglietto verde mantiene saldamente le sue recenti posizioni, sostenuto anche da operazioni di ribilanciamento di portafoglio in vista della pubblicazione dei dati sugli acquisti di titoli di Stato da parte di investitori stranieri -2-4. Un livello dei tassi che rimane, per ora, ancorato a posizioni che non favoriscono il lingotto, il quale tende invece a performare al meglio in contesti di bassi rendimenti.

L’analisi tecnica e il sentiment del mercato

Dal punto di vista grafico, il quadro che emerge per l’oro è quello di una fase di correzione all’interno di un trend rialzista di più ampio respiro. Gli analisti tecnici osservano come il cedimento del supporto chiave a 5.000 dollari, avvenuto lunedì, abbia indebolito il sentiment di breve termine -2. Se da un lato la media mobile semplice a 21 giorni si mantiene al di sopra di quelle a 50, 100 e 200 giorni, preservando una struttura grafica ancora potenzialmente positiva, dall’altro il prezzo spot si colloca ora sotto la media a 21 giorni, posizionata a 4.987,41 dollari, e l’indice di forza relativa (RSI) si attesta su livelli neutrali, segnalando un impulso moderato e una perdita di slancio da parte dei rialzisti -2. In questo contesto, gli esperti individuano un primo sostegno rilevante in area 4.875 dollari e, in caso di ulteriori cedimenti, il successivo pavimento si attesta nei pressi della media mobile a 50 giorni, a 4.660,28 dollari, un livello che coincide sostanzialmente con il target al ribasso indicato dall’analisi dei future -2-4.

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