Roma, fermati due indagati per l'omicidio di Bayrem Dhawadi a Villa Gordiani

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La Polizia di Stato ha eseguito un fermo di indiziato di delitto nei confronti di un cittadino tunisino di 19 anni e di una donna italiana di 24 anni, ritenuti gravemente responsabili dell'omicidio di un giovane trovato senza vita il 5 ottobre in via Attilio Hortis, nella zona di Villa Gordiani, a Roma. Il provvedimento è stato disposto al termine di un'attività investigativa condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Roma e coordinata dalla Procura della Repubblica.

L'identificazione della vittima e le prime ore delle indagini

La vittima è stata identificata in Bayrem Dhawadi, un giovane tunisino di 20 anni. Il corpo era stato rinvenuto la mattina del 5 ottobre nei pressi della stazione ferroviaria Roma Prenestina, in un'area verde adiacente alla strada. Il giovane presentava ferite da arma da taglio al collo e al petto, lesioni che secondo gli inquirenti sono state causate da un'arma bianca.

Nelle prime fasi dell'indagine, gli investigatori si erano concentrati sull'analisi delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza pubblici e privati presenti tra via Hortis, la via Prenestina e l'area della stazione. L'obiettivo era ricostruire gli ultimi spostamenti del ragazzo e individuare le persone con cui era entrato in contatto prima di morire.

La ricostruzione attraverso le telecamere

L'esame dei filmati ha consentito agli agenti della II sezione della Squadra Mobile di individuare l'autovettura sulla quale la vittima sarebbe salita la mattina del delitto. Secondo la ricostruzione investigativa, intorno alle 8 del 5 ottobre il giovane sarebbe salito in macchina insieme ai due attuali indagati. La stessa automobile sarebbe stata ripresa nuovamente dalle telecamere intorno alle 11:45, proprio in via Attilio Hortis, la strada in cui il corpo è stato trovato poco dopo.

Circa trenta minuti dopo quel passaggio, in seguito a una segnalazione giunta al numero di emergenza 112, gli agenti avrebbero rinvenuto in quella stessa strada il corpo senza vita del giovane. La sequenza degli spostamenti ha permesso agli investigatori di delineare un quadro indiziario che ha portato al fermo dei due sospettati.

Il controllo dei carabinieri e il ritrovamento del coltello

Un ulteriore elemento ritenuto rilevante per l'inchiesta è emerso nella serata del 6 ottobre, il giorno successivo al delitto. I carabinieri hanno controllato i due indagati mentre si trovavano a bordo della stessa automobile individuata dagli investigatori. L'intervento era scattato dopo la segnalazione di un'aggressione che avrebbe coinvolto gli stessi soggetti.

Durante la perquisizione del veicolo, i militari hanno rinvenuto un coltello da cucina. Le sue caratteristiche, secondo quanto riferito dalla Polizia di Stato, sono state ritenute compatibili con quelle dell'arma utilizzata per uccidere la vittima. Il rinvenimento ha rappresentato un elemento di riscontro nell'indagine, senza che la compatibilità equivalga all'identificazione certa dell'arma del delitto.

Il fermo e le indagini in corso

Sulla base dei gravi indizi di colpevolezza raccolti e dopo aver valutato i profili di pericolosità sociale dei due giovani, l'autorità giudiziaria ha disposto il fermo di indiziato di delitto per l'ipotesi di reato di omicidio. I due sono stati condotti in stato di fermo.

Le indagini della Squadra Mobile proseguono per chiarire il movente e ricostruire l'esatta dinamica dell'omicidio. Resta da definire nel dettaglio che cosa sia accaduto nelle ore trascorse tra il momento in cui il giovane è salito in auto e il ritrovamento del cadavere, nonché la natura del rapporto tra la vittima e i due indagati.

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