Berrettini ritrova la vittoria a Tokyo dopo 137 giorni

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Matteo Berrettini ha finalmente interrotto una serie negativa che durava da centotrentasette giorni, vincendo il suo match di esordio all'ATP 500 di Tokyo contro lo spagnolo Jaume Munar. “È una bella sensazione”, ha commentato il tennista romano, che ha superato l’avversario con un punteggio netto di 6-4, 6-2 in un’ora e trentasei minuti di gioco. Un risultato importante, quello ottenuto sul cemento giapponese, il quale – arrivando dopo un periodo costellato da infortuni e sconfitte – sembra poter ridare fiducia a un atleta il cui talento è stato più volte offuscato dalla sfortuna fisica.

L'ultimo successo prima di Tokyo

L’ultimo successo di Berrettini risaliva, non a caso, allo scorso maggio, quando al Foro Italico aveva avuto la meglio sul britannico Fearnley. Quella vittoria, purtroppo, si era subito trasformata in un altro capitolo doloroso, poiché nell’incontro successivo contro il norvegese Casper Ruud era riemerso il problema agli addominali che lo aveva già afflitto in passato. Proprio Ruud, che è il possibile avversario negli ottavi di finale a Tokyo – in attesa dell’esito del match contro la wild-card locale Shintaro Mochizuki –, rappresenta dunque un’ombra del recente passato, un punto di svolta negativo che Berrettini ora ha l’opportunità di riscattare.

Una prestazione convincente

La prestazione contro Munar è apparsa convincente sotto molteplici punti di vista, dimostrando una progressiva ritrovata solidità sia nel servizio che nel gioco da fondo campo. Il tennista romano è riuscito a controllare le fasi decisive senza concedere spazio a rientri da parte dello spagnolo, chiudendo le pratiche in due set senza troppi patemi d’animo. Quella di Tokyo, del resto, è una città che negli anni scorsi gli aveva riservato amarezze, come il ritiro nel 2023 contro il francese Fils sempre a causa di problemi fisici.

Un significato psicologico enorme

Ora l’orizzonte, seppur circoscritto a un solo torneo, sembra essersi schiarito. Questo trionfo, sebbene sia solo il primo passo in una competizione di alto livello, assume un valore psicologico enorme per un giocatore che, nei mesi scorsi, aveva visto crescere attorno a sé voci di un possibile ritiro dall’attività agonistica. Il percorso è ancora lungo, ma il sorriso ritrovato e le braccia alzate al cielo al termine del match dicono molto di più di qualsiasi statistica.

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