Snam, investimenti per 14 miliardi e cinquanta nuove assunzioni in Italia

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il gruppo Snam, che gestisce la rete nazionale di trasporto del metano, ha avviato una campagna di reclutamento per circa cinquanta nuove risorse da inserire in varie sedi italiane, e contestualmente ha svelato i dettagli del Piano Strategico 2026-2030, un documento, quest'ultimo, che delinea investimenti complessivi per 14 miliardi di euro e che ha già ricevuto un giudizio positivo da parte degli analisti di Equita, i quali hanno migliorato il rating sul Titolo a "Buy". Le selezioni del personale, come si apprende dai canali ufficiali della società e da annunci specializzati, riguardano prevalentemente profili tecnici e operativi, una scelta, questa, che sottolinea la natura industriale e infrastrutturale del piano di sviluppo. Si cercano, infatti, operai specializzati per impianti elettromeccanici, addetti alla manutenzione della rete di gasdotti e tecnici per il coordinamento dei lavori, figure, queste ultime, richieste per le sedi di Vasto, Misterbianco e San Donato Milanese. Per tutti i ruoli, viene richiesto un diploma tecnico, la patente di guida e, per le posizioni di maggiore responsabilità, anche un'esperienza pregressa di qualche anno nel settore.

Il nuovo corso di Snam, guidato dall'amministratore delegato Agostino Scornajenchi, si fonda su una visione che punta a rafforzare la resilienza del sistema energetico nazionale, con un'attenzione particolare alle attività regolate nel settore del gas, che assorbiranno la fetta più consistente delle risorse stanziate. Degli oltre 14 miliardi previsti, circa 9,2 saranno destinati al potenziamento e alla manutenzione della rete di trasporto, mentre 2,1 miliardi andranno a incrementare la capacità e l'efficienza degli stoccaggi, un asset strategico, quest'ultimo, per garantire le forniture durante i picchi di domanda o in caso di crisi geopolitiche. Non mancano, nel piano, investimenti significativi per l'innovazione e la transizione energetica, con un miliardo di euro riservato all'innovazione tecnologica digitale e circa 800 milioni per il progetto di cattura e stoccaggio della CO2 a Ravenna, un'iniziativa che vede Snam in partnership con Eni. A questo si aggiungono i primi 200 milioni per avviare lo sviluppo di una dorsale nazionale dedicata all'idrogeno, un vettore considerato cruciale per il futuro, ma sul quale lo stesso Scornajenchi ha invitato alla prudenza, sottolineando la necessità di renderne economicamente sostenibile l'intera filiera.

Dal punto di vista finanziario, la risposta del mercato non si è fatta attendere. Gli analisti di Equita hanno promosso il piano, apprezzando non solo l'entità dei capitali impiegati, ma anche la chiarezza e la solidità delle prospettive di crescita che esso delinea. L'accelerazione degli investimenti in asset regolati porterà, secondo le proiezioni del gruppo, la RAB (Regulatory Asset Base, ovvero il valore degli asset su cui è calcolata la tariffa) a sfiorare i 35 miliardi di euro entro il 2030, con un tasso di crescita medio annuo del 5,7%. A essere giudicata positivamente è anche la politica dei dividendi, che prevede un incremento annuo del 4% per azione fino alla fine del decennio, una prospettiva resa possibile, spiegano dalla società, da una leva finanziaria che, pur rimanendo sostenibile, si attesterà poco sopra le cinque volte il rapporto tra indebitamento netto e EBITDA.

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