Sora 2, l'intelligenza artificiale di OpenAI travolta da video con celebrità decedute

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   In concomitanza con il lancio del suo nuovo generatore di video, Sora 2, OpenAI ha annunciato l'implementazione di misure protettive volte a "bloccare le rappresentazioni di personaggi pubblici" di default, una precauzione che, tuttavia, si sta rivelando insufficiente a arginare un fenomeno inquietante. Creator e utenti, esplorando i confini dell'applicazione, che ha rapidamente conquistato i vertici dell'App Store statunitense nonostante l'accesso sia attualmente limitato a un sistema di inviti e non sia prevista una distribuzione in Italia, hanno infatti scoperto una falla significativa nella policy. Questa lacuna consente, in modo del tutto involontario secondo le dichiarazioni ufficiali, la generazione di clip in cui compaiono, con realismo spesso sconcertante, celebrità la cui scomparsa le aveva fino a ieri sottratte a un tale uso distorto della tecnologia.

Il divario nelle restrizioni e i contenuti generati

La direttiva di OpenAI, se da un lato impedisce la creazione di contenuti che coinvolgono personaggi famosi ancora in vita, non estende le stesse tutele, almeno nella sua applicazione pratica, a quelle figure pubbliche che sono decedute. È questo il varco attraverso il quale stanno fluendo una moltitudine di video, i quali, pur non mostrando esplicitamente violenza grafica, propongono narrative decisamente macabre e irrispettose. Si assiste, per esempio, alla comparsa di uno scienziato di fama mondiale, scomparso nel 2018, in contesti assolutamente incongrui e grotteschi: calato dall'alto all'interno di un ring di wrestling per essere "brutalizzato" da lottatori professionisti, o impegnato in una corsa automobilistica ad altissima velocità. Queste rappresentazioni, che evitano dettagli espliciti ma costruiscono situazioni di palese svilimento, pongono interrogativi pressanti sull'efficacia dei filtri etici applicati a strumenti così potenti.

Il funzionamento e i limiti non dichiarati della tecnologia

Sora 2, presentato durante il recente DevDay come una ridefinizione audace della creatività nell'era digitale, promette di generare video ad alta risoluzione partendo da semplici istruzioni testuali, di remixare filmati preesistenti e persino di sviluppare intere scene a partire da una singola immagine. L'abilità nel produrre contenuti visivi di impatto è innegabile e ha generato un coro di commenti entusiasti, sebbene l'accesso rimanga per molti un'aspirazione. Tuttavia, al di là dell'abile marketing, un uso prolungato dello strumento ne rivela anche i limiti più evidenti e costanti, che vanno ben al di là della semplice gestione dei personaggi. Questi difetti intrinseci, uniti alla falla nella gestione delle identità delle personalità scomparse, stanno contribuendo a creare un ecosistema digitale in cui il confine tra innovazione e disturbo si fa sempre più labile.

Le implicazioni e la risposta di OpenAI

La proliferazione di questi contenuti, che sfruttano l'assenza di una regolamentazione specifica per le celebrità decedute, ha spinto l'organizzazione a riesaminare le proprie politiche interne. L'azienda, che aveva inizialmente configurato i blocchi concentrandosi principalmente sulle minacce più immediate e contemporanee, si trova ora a dover affrontare una questione inedita, legata alla memoria e al rispetto postumo. L'episodio, nel suo complesso, illumina con crudo realismo le sfide che accompagnano lo sviluppo di intelligenze artificiali generative sempre più sofisticate, dove la potenza creativa deve essere bilanciata da un framework di controlli altrettanto avanzato, capace di anticipare non solo gli abusi più ovvi, ma anche quelli che emergono dalle zone d'ombra delle regole stesse.

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