Canzonissima e la rivincita di Sanremo: Arisa canta sé stessa, Irene Grandi omaggia Achille Lauro
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La quarta puntata di “Canzonissima 2026”, in onda stasera su Rai 1 con la conduzione di Milly Carlucci, si prepara a ribaltare una consuetudine storica del Festival: quella per cui un brano, per entrare nell’immaginario collettivo, debba necessariamente essersi classificato al primo posto. Il tema scelto per questo nuovo appuntamento – il penultimo prima della finale del 25 aprile – è infatti “la rivincita di Sanremo”, e la scaletta, come da copione già consolidato, lo riflette attraverso dodici artisti chiamati a reinterpretare canzoni che il pubblico ha trasformato in successi nonostante la manifestazione ligure le avesse premiate solo parzialmente, o per nulla.
Un cast che gioca in casa, tra citazioni e omaggi a sé stessi
Arisa, salita sul palco dell’Auditorium Rai dopo l’orario consueto di “Affari Tuoi” (le trasmissioni iniziano alle 21:30), sceglie la via più diretta per conquistare l’ascolto: canta sé stessa, proponendo uno dei suoi cavalli di battaglia mai incoronato sul palco dell’Ariston. Nello stesso solco si muovono Elio e le Storie Tese e Fabrizio Moro, entrambi intenzionati a riappropriarsi di brani che portano la loro firma originale, quasi a voler suggerire che nessuna giuria, per quanto autorevole, può sostituirsi al tempo nel definire il valore di una canzone. Enrico Ruggeri, dal canto suo, celebra il mito di Adriano Celentano con una scelta che non ha bisogno di vittorie statistiche per legittimarsi.
Irene Grandi e il gesto inatteso verso “Incoscienti giovani”
La sorpresa della serata – ed è qui che la narrazione si fa più interessante per chi segue le dinamiche artistiche interne al varietà – arriva però da Irene Grandi. La cantante fiorentina, invece di ripiegare su un proprio successo, omaggia Achille Lauro con “Incoscienti giovani”, brano che al Festival non vinse ma che col tempo ha accumulato una seconda vita fatta di streaming e fedeltà generazionale. Una scelta, questa, che rompe lo schema autocelebrativo adottato da molti colleghi e che trasforma l’esibizione in un piccolo atto di passaggio di testimone tra mondi musicali solo apparentemente distanti.
La macchina delle pagelle e il racconto in diretta delle esibizioni
Mentre Milly Carlucci tiene in mano i tempi del varietà, fuori dal video si consuma un parallelo rituale critico: le pagelle della quarta puntata, aggiornate in continuo durante le esibizioni, provano a stabilire chi “sa abitare un brano” e chi invece si limita a eseguirlo. E già dalle prime performance emergono differenze sostanziali – tra chi restituisce il testo con una nuova consapevolezza e chi si affida alla memoria affettiva del pubblico – che restituiscono bene il senso di una sfida dove la classifica originale conta ormai meno della capacità di rileggere il passato senza tradirlo.




