Soldeu, tempo di vertenza per Goggia e Pirovano tra le incognite Brignone e le favorite in pista

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Sarà una discesa libera dal sapore di spareggio quella in programma venerdì 27 febbraio sulle nevi andorrane di Soldeu, tappa cruciale della Coppa del Mondo 2025-2026 che, dopo lo straordinario intermezzo olimpico di Milano Cortina, riporta le atlete nel vortice del circo bianco. La cornice pirenaica, con la sua pista Aliga che si presenta dura e compatta come piace alle veloci, farà da teatro al primo atto di un trittico della velocità che assegnerà punti pesanti in ottica coppa di specialità, e l’Italia si presenta al cancelletto con un poker di atlete di assoluto valore, sebbene con situazioni fisiche e ambizioni differenti. Se Sofia Goggia, forte del terzo crono fatto segnare nell’ultima prova cronometrata di giovedì, ha parlato di "due prove solide" e di una neve "bella da sciare", dimostrando di aver già ritrovato quel "mood" necessario per lottare con le migliori, Laura Pirovano non nasconde le "sensazioni positive" ereditate dalla sua prima esperienza a cinque cerchi, un bagaglio di consapevolezza che la trentina vuole trasformare in risultato in una stagione che, per la velocità, è tutt'altro che agli sgoccioli.

La situazione che si profila all'orizzonte è, per molti versi, fluida e apertissima a qualsiasi scenario. Con l'assenza forzata di Lindsey Vonn, il cui infortunio ha stravolto le gerarchie, la lotta per la sfera di cristallo di specialità ha cambiato volto: Emma Aicher, con il suo 256 punti, guida virtualmente la classifica ma dovrà guardarsi da un gruppo folto e agguerrito. In questa ridda di variabili, le azzurre giocano carte importanti: Pirovano è lì, a ridosso del podio della graduatoria, e insieme a Nicol Delago e alla stessa Goggia, entrambe a quota 180, può ancora recitare un ruolo da protagonista in queste sei gare che, nell'arco di dieci giorni, decreteranno chi avrà saputo gestire al meglio lo stress e il volume di gara. Il ragionamento della bergamasca, che sottolinea come per la velocità si sia praticamente a metà del cammino, fotografa perfettamente la necessità di dosare le energie fisiche e mentali in un finale di stagione che si preannuncia tiratissimo.

La vigilia, però, porta con sé anche il peso delle assenze eccellenti e delle scelte tattiche. Federica Brignone, dopo aver saltato anche la seconda prova, ha ufficialmente rinunciato alla discesa, una decisione maturata per non sovraccaricare oltre il lecito la sua gamba sinistra, quella che già le aveva causato problemi e che l'ha spinta a preservarsi in vista dei due superG in programma sabato e domenica. Un forfait che, se da un lato priva lo schieramento azzurro di una delle sue leader più carismatiche, dall'altro libera energie e concentrazione sul gruppo delle velociste pure, quelle per cui la discesa è la ragione di vita agonistica. Nei due giorni di training, infatti, sono emersi i valori che potrebbero scandire la gara: alle spalle di una Nina Ortlieb apparsa in stato di grazia nel secondo crono, e di una Corinne Suter sempre più a suo agio, Goggia ha piazzato la sua zampata, confermando un trend di crescita costante.

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