MotoGP in Brasile, si riparte da Goiania: un circuito tutto da scoprire e un asfalto tutto nuovo

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Dopo il rombo dei motori che ha riaperto le danze in Thailandia, il Mondiale si sposta in Sudamerica per quella che rappresenta una delle novità più significative del calendario 2026. Il circus della MotoGP torna in Brasile a distanza di oltre due decenni dall'ultima volta, ma lo fa scegliendo una location che per il Motomondiale è al tempo stesso un ritorno al passato e una scoperta. Si corre all'Autodromo Internacional Ayrton Senna di Goiania, un tracciato che aveva già ospitato la classe regina tra il 1987 e il 1989, quando a vincere furono piloti del calibro di Wayne Gardner, Eddie Lawson e Kevin Schwantz. Da allora, però, di acqua sotto i ponti ne è passata e l'impianto, situato nell'entroterra del Paese, nella capitale dello stato di Goias, è stato oggetto di una profonda e radicale opera di ammodernamento che lo rende, di fatto, un circuito inedito per l'intera griglia.

Un tracciato rinnovato che privilegia il lato destro

I lavori di ristrutturazione, coordinati dal governo statale, hanno interessato non solo l'asfalto ma l'intera infrastruttura. La pista principale, che oggi misura 3.835 chilometri, è stata completamente ricostruita e il manto è stato posato utilizzando tecnologie all'avanguardia, come lo stone matrix asphalt, lo stesso materiale impiegato su circuiti di prestigio come Interlagos, che garantisce maggiore resistenza e aderenza. Se la lunghezza lo colloca tra i tracciati più corti del campionato – è di poco superiore al Sachsenring – a fare la differenza è soprattutto la sua conformazione. Con quattordici curve, di cui ben nove destrorse, Goiania presenta uno sviluppo che gli analisti tecnici hanno già iniziato a definire "anti-Marquez". Il riferimento, neanche troppo velato, è alla nota predilezione del pluricampione spagnolo per i circuiti con prevalenza di curve a sinistra, come il Sachsenring. La particolarità, qui, è data da un lunghissimo tratto che dalla curva 11 si snoda fino alla curva 4, otto pieghe consecutive sul lato destro che metteranno a dura prova la resistenza fisica dei piloti e, soprattutto, la tenuta degli pneumatici.

La sfida della messa a punto e il fattore gomme

Questa specifica architettura del tracciato impone riflessioni tecniche non banali agli ingegneri e ai tecnici delle varie squadre. La lunga sequenza di curve a destra, infatti, sottoporrà il fianco sinistro degli pneumatici a un raffreddamento progressivo durante i brevi rettilinei, per poi richiedere un'improvvisa e violenta sollecitazione in ingresso di curva. Il punto più delicato, secondo le prime simulazioni, potrebbe essere l'appoggio alla curva 5, dove si arriva con le gomme anteriori sinistra potenzialmente fredde dopo aver percorso l'intero settore di destra. Una variabile, questa, che si aggiunge alla completa assenza di dati pregressi su questa configurazione: nessuno dei piloti in griglia, ad eccezione forse di qualche pilota locale, ha mai girato qui con moto moderne. Si arriva quindi all'appuntamento brasiliano con un grande punto interrogativo legato al bilanciamento delle moto, e la prima sessione di prove libere, della durata di un'ora, sarà fondamentale non solo per prendere le misure al tracciato ma anche per verificare le reazioni delle coperture in queste condizioni così specifiche.

Un idolo locale e un nuovo ordine nelle classifiche

La vigilia del Gran Premio del Brasile è resa ancora più frizzante da una classifica iridata che presenta volti nuovi. Con l'armata Ducati apparsa meno dominante in Thailandia, complice anche la disavventura occorsa a Marc Marquez nella gara lunga, è un pilota KTM, Pedro Acosta, a guidare la classifica mondiale per la prima volta nella sua carriera in MotoGP. Un dato che aggiunge ulteriore pepe a un fine settimana che vedrà anche un grande protagonista atteso dal pubblico di casa. Si tratta di Diogo Moreira, il giovane pilota brasiliano che dopo aver vinto il Titolo mondiale in Moto2 nella passata stagione, è stato promosso in MotoGP con il team LCR. Per lui, nativo di San Paolo, correre in Brasile è un sogno che si realizza, e la conoscenza locale dell'asfalto, sebbene quello nuovo abbia poco a che fare con il vecchio, potrebbe regalargi una marcia in più. Gli orari delle sessioni, peraltro, sono stati adattati per favorire la partecipazione del pubblico sudamericano, con le qualifiche e la sprint race del sabato e la gara domenicale in programma nel tardo pomeriggio locale.

L'incognita dei lavori in corso e delle infrastrutture accessorie

Nonostante la pista sia stata completata e omologata per tempo, le immagini che giungono dal circuito raccontano di un cantiere ancora aperto in alcune aree limitrofe. Se l'asfalto è pronto, le vie di accesso e alcune zone dei parcheggi risultano ancora sterrate, e con le previsioni meteo che annunciano piogge per l'intero fine settimana, il rischio che si creino condizioni di fango e disagi logistici per i team e gli spettatori è concreto. L'attenzione, però, rimane focalizzata sull'aspetto agonistico e su come i piloti interpreteranno questo nuovo, vecchio tracciato intitolato alla memoria di Ayrton Senna. La sfida è aperta, e in assenza di riferimenti, sarà la capacità di adattamento immediato a fare la differenza, con il campionato che dopo questa seconda uscita sudamericana si sposterà direttamente ad Austin, in Texas, per un altro doppio impegno consecutivo.

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