Tim Cook cede la mano, a settembre John Ternus sarà il nuovo amministratore delegato di Apple
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Redazione Economia
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La voce che circolava nei corridoi di Cupertino e nelle sale operative della finanza globale si è trasformata in realtà il 20 aprile 2026. John Ternus, l’ingegnere meccanico classe 1976 finora alla guida dell’ingegneria hardware del colosso di Cupertino, è stato ufficialmente designato come prossimo amministratore delegato di Apple, raccogliendo il testimone da Tim Cook. La transizione, approvata all’unanimità dal consiglio di amministrazione, segna il secondo cambio della guardia ai vertici nella storia moderna dell’azienda: un passaggio epocale che diventerà operativo il prossimo 1° settembre, quando Cook – che dell’azienda è stato il volto rassicurante e il genio della supply chain per quindici lunghi anni – assumerà invece la carica di presidente esecutivo (executive chairman).
Il profilo del successore: un atleta diventato artefice dei chip Apple Silicon
Per comprendere le ragioni che hanno spinto il board a scegliere Ternus, occorre guardare al suo curriculum più che ventennale all’interno della Mela. Entrato nel lontano 2001 come membro del team di product design, Ternus ha scalato una posizione dopo l’altra, diventando vicepresidente dell’ingegneria hardware nel 2013 ed entrando nel team esecutivo nel 2021. La sua ascesa non è casuale: è stato lui il principale artefice della transizione verso i chip Apple Silicon, il passaggio tecnologico che ha rivoluzionato le prestazioni dei Mac e degli iPad. Prima di approdare in azienda, Ternus – che ai tempi dell’università della Pennsylvania era un campione di nuoto per i Penn Quakers, una curiosità che ne tratteggia il carattere disciplinato – aveva maturato una breve esperienza in una realtà specializzata nella realtà virtuale, un retroscena che oggi appare quasi premonitore data l’attenzione di Apple verso il settore. Secondo gli analisti, il suo profilo rappresenta la sintesi ideale per preservare l’eredità lasciata da Steve Jobs (e proseguita da Cook) e al contempo affrontare le sfide dell’intelligenza artificiale, un campo in cui Apple è chiamata a recuperare terreno rispetto ai competitor.
La fine di un regno: Cook lascia un’azienda da 4mila miliardi
L’addio di Tim Cook alla poltrona di CEO, nonostante la permanenza a fianco di Ternus come chairman, rappresenta la chiusura di un capitolo lungo quindici anni. Quando subentrò a Steve Jobs nell’agosto del 2011, l’aria era pesante e satura di scetticismo: molti dubitavano che il manager dalle spiccate doti logistiche potesse guidare l’azienda più creativa del pianeta. E invece, Cook ha trasformato Apple in una macchina da guerra finanziaria, portando la capitalizzazione da circa 350 miliardi di dollari a un record di 4mila miliardi, mentre i ricavi annuali sono schizzati da 108 miliardi (nel fiscal 2011) a oltre 416 miliardi nel 2025. Ha diversificato l’offerta con Apple Watch e AirPods, ha spinto i servizi come Apple Music e iCloud, e ha reso l’azienda immune alle crisi geopolitiche. Non si tratta quindi di un addio improvviso, ma del culmine di un processo di successione pianificato con la consueta meticolosità di Cupertino.
Le sfide materiali di un ingegnere alla prova dell’intelligenza artificiale
Ternus eredita un’azienda in ottima salute economica ma sotto pressione sui fronti dell’innovazione. Se dal punto di vista hardware l’eredità è solida – ha seguito lo sviluppo di prodotti iconici come l’iPad e gli AirPods – il terreno dell’AI è ancora in evoluzione. La scelta di puntare su un ingegnere meccanico e non su un manager dei servizi o della finanza lancia un segnale preciso: Apple intende giocare le sue prossime carte sulla qualità dei dispositivi e sull’integrazione uomo-macchina, forse anche per rispondere a chi accusa il gigante di essere in ritardo sulla corsa all’AI generativa. La sfida, per questo ex nuotatore che ha imparato a trattenere il respiro sott’acqua, sarà ora quella di riemergere con un prodotto di rottura in un mercato che non concede più seconde possibilità.




