Italia-Francia, il sorpasso silenzioso: perché i Btp sono più solidi degli Oat

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Lo spread tra i titoli di Stato italiani e francesi, che fino a un anno fa superava gli 80 punti base, si è ormai ridotto a soli 20, toccando livelli che non si vedevano dal 2007. Un ribaltamento di prospettiva che non è frutto del caso, ma della crescente consapevolezza dei mercati riguardo al deterioramento dei conti pubblici francesi. Mentre l’Italia mantiene una traiettoria più stabile, la Francia ha visto il proprio debito crescere di 185 miliardi in un solo anno, raggiungendo quota 3.346 miliardi alla fine del primo trimestre 2025, ben 314 miliardi in più rispetto al nostro Paese, fermo a 3.033 miliardi.

Se il differenziale sui titoli decennali è ormai ai minimi storici, quello sui bond a cinque e due anni ha già visto l’Italia scendere sotto la Francia in termini di rischio percepito. Un segnale che, seppur ancora parziale, indica una tendenza chiara: gli investitori stanno premiando la disciplina di bilancio italiana, nonostante le criticità strutturali che permangono. La fiducia nei Btp, del resto, si riflette anche nello spread con i Bund tedeschi, rimasto stabile a 87 punti base, il livello più basso degli ultimi quindici anni.

Dietro questa rivalutazione c’è un motivo preciso. Parigi, che pure aveva mantenuto a lungo un rating migliore rispetto a Roma, oggi deve fare i conti con un deficit pubblico in crescita e misure di contenimento della spesa ancora insufficienti. L’Italia, al contrario, pur senza aver risolto del tutto i suoi problemi di debito, ha saputo mantenere un approccio più prudente, evitando scostamenti eccessivi.

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