Avowed compie un anno e approda su PlayStation 5 con un Corposo aggiornamento
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Dodici mesi dopo il suo debutto in esclusiva sulla famiglia Xbox, un lasso di tempo che per molti giocatori è parso interminabile e denso di interrogativi sulla reale fattibilità tecnica dell'operazione, Avowed varca finalmente le porte dell’ecosistema PlayStation. L’arrivo del Titolo Obsidian Entertainment su PS5, avvenuto il 17 febbraio 2026, coincide strategicamente con il rilascio dell’Anniversary Update, l’espansione gratuita più sostanziosa mai pubblicata per il gioco, che va a chiudere la roadmap dei contenuti post-lancio prevista dagli sviluppatori -1.
L’aggiornamento, scaricabile da tutti i possessori del gioco su qualsiasi piattaforma, non si limita a una semplice correzione di bug o a ritocchi minori, ma introduce una mole considerevole di novità, molte delle quali erano state caldeggiate con insistenza dalla community. Al centro di questa sa implementazione troviamo l’agognata modalità Nuova Partita Plus (New Game+), una feature che permette a chi ha già completato l’avventura principale di ricominciare il viaggio nelle Terre del Nord portando con sé abilità sbloccate, attributi spesi, armi e armature uniche, seppur con queste ultime azzerate al primo livello per preservare un minimo di progressione e sfida.
Un ventaglio di razze inedite per personalizzare l’esperienza
Parallelamente all’arrivo su console Sony, Obsidian ha voluto ampliare il ventaglio delle possibilità narrative e di ruolo per i giocatori, vecchi e nuovi. La fase di creazione del personaggio si arricchisce infatti di tre nuove razze giocabili, che vanno ad affiancare i classici umani ed elfi: parliamo dei Nani, rinomati per la loro tenacia e forza fisica; degli Orlan, contraddistinti da ratura minuta e tratti somatici molto peculiari; e infine degli imponenti Aumaua, la cui stazza e potenza li rendono immediatamente riconoscibili. Non si tratta di una mera variazione estetica, poiché l’introduzione di queste stirpi comporta anche l’assegnazione di bonus specifici agli attributi, aggiungendo uno strato di profondità strategica alla costruzione del proprio alter ego digitale, strato che prima era demandato quasi esclusivamente allo sfondo narrativo prescelto.
Inoltre, per venire incontro a chi non volesse rigiocare decine di ore per sperimentare questi nuovi archetipi, è stato aggiunto uno Specchio Magico direttamente nell’accampamento, il quartier generale del gruppo, che consente di modificare le fattezze e la razza del proprio personaggio in qualsiasi momento, senza dover azzerare la partita in corso. A impreziosire ulteriormente il pacchetto ci pensano l’inserimento di una modalità Foto, ormai imprescindibile per catturare e condividere gli scenari disegnati dall’Unreal Engine 5, e l’introduzione di un nuovo tipo di arma, il bastone lungo, pensato per assecondare le fantasie di potenza legate alla figura dell’arcimago.
Il debutto su PS5 e l’analisi delle prestazioni secondo Digital Foundry
L’approdo su PlayStation 5, com’è naturale che sia, ha acceso i riflettori degli esperti tecnici, primi fra tutti quelli di Digital Foundry, che hanno passato al setaccio la resa del motore grafico sulla console di Sony, confrontandola con le versioni per Xbox Series X e PS5 Pro. Da questa analisi emerge un quadro sostanzialmente positivo, seppur con alcune peculiarità tecniche degne di nota. Il gioco propone tre modalità grafiche ben distinte: una modalità Qualità che punta a 1440p e 30 fotogrammi al secondo, una modalità Bilanciata che mira a 40 fps, sfruttabile solo su schermi con frequenza di aggiornamento a 120Hz, e una modalità Prestazioni che cerca di mantenere i fatidici 60 fps.
La versione PS5, in generale, si allinea a quella Xbox Series X, con differenze che gli stessi analisti definiscono minime. Da un lato, la console Microsoft gestisce con maggiore frequenza la risoluzione target nei momenti di maggiore carico computazionale, mostrando una definizione leggermente più nitida in alcuni contesti, specialmente per quanto riguarda la vegetazione in lontananza nella modalità Prestazioni. Dall’altro lato, però, la PS5 prende inaspettatamente la leadership nella gestione del Variable Refresh Rate (VRR): mentre su Series X i modelli con frequenza fotogrammi sbloccata presentano fastidiosi screen tearing anche a VRR attivo, rendendoli di fatto poco utilizzabili, su PlayStation 5 l’implementazione di questa tecnologia funziona in maniera corretta e fluida, stabilizzando l’immagine e garantendo una giocabilità più omogenea.
L’implementazione del DualSense e il supporto alla PS5 Pro
Oltre agli aspetti puramente prestazionali legati alla potenza di calcolo, un elemento che ha sorpreso positivamente gli utenti è l’integrazione con le caratteristiche del controller DualSense. Sebbene non venga sfruttato in maniera pervasiva, il feedback tattile e la resistenza dinamica dei grilletti adattivi aggiungono un livello di immersione tattile che arricchisce l’esperienza, in particolare durante le fasi concitate del combattimento in prima persona, rendendo ogni colpo e ogni incantesimo percepibili al polpastrello.
Per quanto concerne il supporto alla PS5 Pro, il verdetto di Digital Foundry appare più tiepido. La versione per il modello potenziato di Sony non introduce modalità esclusive né fa uso della tecnologia di upscaling PSSR (PlayStation Spectral Super Resolution), limitandosi a offrire un frame rate più stabile e una maggior tenuta della risoluzione interna, che rimane comunque ancorata agli stessi target della versione base e della Xbox Series X, ovvero 1440p per la modalità Qualità e 1080p per quella Prestazioni. In sintesi, la resa visiva su PS5 Pro è sostanzialmente analoga a quella della Series X, una parità che potrebbe deludere chi si aspettava un salto in avanti più marcato sfruttando l’hardware superiore.




