Gli azzurrini conquistano il bronzo mondiale battendo il Brasile ai rigori
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Redazione Sport
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Un girone dominato con perizia, chiuso a punteggio pieno, aveva già messo in luce il valore di una squadra che, superando senza esitazioni Qatar, Bolivia e Sudafrica, aveva costruito la sua strada con un gioco solido e determinato. Quella stessa determinazione, che li aveva condotti attraverso le insidie dei sedicesimi contro la Cechia e di un ottavo di finale rocambolesco contro l’Uzbekistan, si è trasformata in storia pura con la semifinale raggiunta, un traguardo mai toccato prima d’ora in sette partecipazioni alla rassegna iridata. L’ultimo atto, quello per l’ambita medaglia di bronzo, ha visto gli azzurrini di Massimiliano Favo fronteggiare un avversario di rango come il Brasile, reduci a loro volta da una battaglia durissima persa solo ai tiri di rigore contro il Portogallo.
Una partita sullo stesso binario
L’approccio dell’Italia nella finalina di Doha è apparso subito in continuità con lo spirito mostrato nella precedente, e unica sconfitta, contro l’Austria: un gioco prudente, attento a non concedere spazi, che ha imbrigliato le azioni dei verdeoro i quali, già in dieci uomini per gran parte dell’incontro, hanno faticato non poco a trovare soluzioni offensive. Il match, definito dallo stesso ct Favo “difficile e affascinante” già prima del fischio d’inizio, si è sviluppato così in un serrato equilibrio, con poche palle gol ma molta tattica, scivolando inevitabilmente verso l’epilogo dei calci di rigore dopo che i tempi regolamentari non avevano sbloccato il risultato.
Longoni eroe dal dischetto
È in quella sequenza, carica di una tensione palpabile, che è emersa la figura del portiere Longoni, capace di vestire i panni dell’eroe assoluto parando due tiri dal dischetto agli avversari brasiliani. Mentre i suoi compagni, come Prisco, Dell, Lontani, Mambuku e Baralla, mostravano nerbo e freddezza trasformando le loro conclusioni, le sue parate su Pacheco e Luis Eduardo hanno di fatto spezzato le ambizioni della selezione sudamericana, consegnando all’Italia un successo di carattere e cuore.
Il bronzo che vale una storia
Quel trionfo ai rigori, per quanto faticoso, sigilla un risultato di straordinario prestigio per il movimento calcistico italiano, che vede la sua rappresentativa Under 17 salire per la prima volta sul podio di un Mondiale di categoria. Questo terzo posto, conquistato sul campo dell’Aspire Zone di Doha, non è un semplice metallo, bensì il coronamento di un percorso collettivo eccezionale, il punto più alto di un’avventura che, partita dai successi nel girone, ha saputo superare limiti che in passato sembravano invalicabili.




