Il Milan punta su Hojlund per l'attacco, mentre Vlahovic e Embolo perdono quota. E Nunez ha trovato squadra
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Redazione Sport
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Il Milan, dopo aver chiuso l’acquisto del centrocampista Jashari e aver messo a segno quello del terzino Athekame, sta ora concentrando gli sforzi sul mercato per trovare una punta che possa affiancare Santiago Gimenez. Il messicano, arrivato a gennaio, ha mostrato lampi di qualità, ma Max Allegri – fresco di insediamento sulla panchina rossonera – vuole un attaccante con caratteristiche complementari, in grado sia di alternarsi con l’ex Feyenoord sia di giocare al suo fianco.
In pole position c’è Rasmus Hojlund, il ventiduenne danese del Manchester United, per il quale il club milanese sta tenendo dialoghi serrati con i suoi intermediari. L’obiettivo è un prestito con diritto di riscatto, ma gli inglesi – che hanno appena investito quasi 80 milioni per Benjamin Sesko del Lipsia – al momento oppongono resistenza, preferendo una cessione definitiva. La trattativa, dunque, è ancora aperta, e potrebbe protrarsi fino a metà agosto, quando il Milan valuterà se insistere o cambiare obiettivo.
Sullo sfondo, intanto, si allontana l’ipotesi Dusan Vlahovic. Il serbo, pur essendo stato a lungo nel mirino, ha un ingaggio troppo elevato e una valutazione della Juventus che non scende sotto i 20 milioni, cifra che complica notevolmente l’operazione. Anche Breel Embolo, un tempo tra i candidati, sembra aver perso appeal, mentre Darwin Nunez – dopo un’estate di incertezze – ha invece trovato una sistemazione altrove, chiudendo così ogni possibile approdo a Milano.
La storia del calcio, del resto, è ricca di giocatori che – come Hojlund – dopo un’esperienza in Premier hanno fatto ritorno in Serie A, a volte con successo, altre con risultati deludenti. Mario Balotelli, ad esempio, ha percorso questa strada due volte, mentre Romelu Lukaku – dopo i recenti trascorsi in Inghilterra – è tornato in Italia con esiti altalenanti. Se il danese dovesse approdare a San Siro, sarebbe l’ultimo di una lunga serie a tentare il “ritorno”, con la speranza di lasciare il segno più di altri.




