Meloni: con il decreto sicurezza mantenuto un altro impegno

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il governo definisce l’approvazione del decreto legge sulla sicurezza un “impegno mantenuto”, come ha dichiarato chi lo guida, un passaggio che segue l’annuncio fatto in occasione del Primo Maggio, data alla quale era stato simbolicamente dedicato il tema della protezione dei lavoratori. In quella circostanza, era stata resa nota la disponibilità di ulteriori 650 milioni di euro, una somma che si va ad aggiungere ai 600 già previsti per i bandi Inail, con l’obiettivo dichiarato di potenziare gli interventi in materia di prevenzione. L’intervento normativo, presentato come organico e urgente, introduce modifiche sostanziali al Testo Unico sulla Sicurezza, il D. Lgs. 81 del 2008, toccando da vicino le procedure aziendali, gli obblighi formativi e i poteri di vigilanza degli enti preposti.

Le novità del provvedimento

Il cuore del decreto, che aggiorna la normativa esistente, si articola su diversi fronti, a cominciare dal rafforzamento del sistema della Patente a Punti, disciplinato dall’articolo 27. Vengono introdotte specifiche sulla decurtazione dei crediti in caso di violazioni giudicate gravi, un meccanismo che mira a inasprire le conseguenze per le inosservanze. Parallelamente, viene sancito il divieto di impiegare gli studenti impegnati in percorsi di alternanza scuola-lavoro in tutte quelle attività classificate come “ad elevato rischio”, una misura che interviene su una prassi finora regolamentata in modo più permissivo, la quale, con un rapporto massimo di cinque studenti per tutor e dodici ore di formazione, aveva verosimilmente contribuito al fenomeno degli infortuni, che coinvolgono circa duemila studenti ogni anno.

Le critiche del sindacato

Se il governo presenta il provvedimento come un traguardo, le voci critiche non si sono fatte attendere, giudicandolo inadeguato ad affrontare le cause profonde delle tragedie sul lavoro. La Cgil, per voce di una sua rappresentante, ha espresso un giudizio nettamente negativo, definendo il decreto come uno strumento che “non salverà nessuna vittima”. La critica principale si concentra sulla presunta incapacità della norma di incidere su due fattori ritenuti cruciali: la precarietà diffusa e la catena dei subappalti, spesso indicati come responsabili delle cosiddette stragi. Anche l’introduzione del badge di cantiere, un tesserino anticontraffazione che registra il percorso formativo, viene vista con scetticismo, poiché non monitorerebbe gli orari di presenza effettiva in cantiere né l’applicazione corretta dei contratti collettivi, limitandosi a una tracciabilità parziale.

Il contesto delle inchieste

Il dibattito sulla sicurezza si intreccia inevitabilmente con le indagini della cronaca nera, le quali, pur nel rispetto delle vittime e evitando dettagli non necessari, evidenziano sistematicamente le criticità di un sistema produttivo dove gli incidenti mortali non sono eventi sporadici. In questo quadro, le inchieste giudiziarie procedono spesso tra molte difficoltà, tanto che dal sindacato arriva la proposta di istituire una Procura unica specializzata, uno strumento che, nelle intenzioni, dovrebbe scongiurare il rischio che i reati si prescrivano, cancellando di fatto le responsabilità penali di chi, a vario titolo, avrebbe dovuto garantire che il lavoro non costasse la vita.

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