L’allarme missili iraniani irrompe in diretta tv durante la Champions League in Qatar
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Redazione Esteri
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La cronaca di una tensione geopolitica, quella che ormai da giorni tiene con il fiato sospeso l’intera area del Medio Oriente, ha fatto irruzione l’altra sera in un luogo quanto mai insolito e lontano, apparentemente, dai teatri di guerra: lo studio televisivo di Bein Sports in Qatar, dove era in corso la trasmissione di approfondimento dedicata alle partite di Champions League. Era la notte di martedì 10 marzo, e i telespettatori che seguivano il programma, così come i giornalisti e gli opinionisti seduti al tavolo dell’emittente, si sono trovati improvvisamente catapultati in una dimensione di allerta e di paura, con il mondo del calcio che ha dovuto cedere il passo, suo malgrado, a quello dei conflitti armati. Mentre si discuteva, verosimilmente, delle prestazioni delle squadre impegnate negli ottavi di finale, un suono acuto e insistente ha squarciato la quiete dello studio: non si trattava di un effetto sonoro né di un promemoria, bensì dell'allarme di protezione civile che ha cominciato a risuonare dai telefoni cellulari dei presenti, avvertendo dell'imminente arrivo di missili lanciati dall'Iran verso il territorio qatariota.
A raccontare l'accaduto sono state, nelle ore successive, le stesse immagini diventate virali sui social network, quelle che hanno immortalato lo sconcerto e il gelo che hanno improvvisamente avvolto il dibattito calcistico. Il conduttore, nel tentativo di mantenere la professionalità nonostante il momento di evidente apprensione, ha provato a spiegare agli spettatori quanto stesse accadendo in tempo reale, mentre i suoi colleghi, alcuni dei quali visibilmente tesi, si guardavano attorno in cerca di una spiegazione o di una direttiva dalla regia su come comportarsi. La sensazione, per chi osservava lo schermo, era quella di assistere a una crepa nel rassicurante mondo dello sport, una crepa attraverso la quale filtrava la durezza di un conflitto che non conosce tregue e che, in quel momento, stava letteralmente bussando alla porta di un paese come il Qatar, non nuovo a dover gestire le ripercussioni delle tensioni regionali.
Il momento di panico durante la partita tra Atalanta e Bayern Monaco
Il contesto nel quale è scattato l'allarme era quello, solitamente appassionato e scevro da preoccupazioni di altra natura, del post-partita o dell'intervallo delle gare di Champions League. Secondo quanto ricostruito, la trasmissione in questione stava seguendo, tra le altre, la sfida degli ottavi di finale che vedeva impegnate l'Atalanta e il Bayern Monaco, un incontro terminato poi con una netta vittoria dei bavaresi. I commentatori stavano analizzando le dinamiche del match quando il suono penetrante degli smartphone ha costretto tutti a fare i conti con una realtà ben più seria e minacciosa. I presenti, raccontano le cronache, si sono guardati attorno increduli, in un misto di sorpresa e timore, prima che la regia, presumibilmente, decidesse di interrompere la diretta o di spostare l'attenzione su altro, nell'attesa di capire l'evolversi di una situazione che appariva tutt'altro che chiara.
Non si è trattato, peraltro, di un evento isolato o di un falso allarme privo di fondamento. Le autorità locali, attraverso il ministero della Difesa qatariota, hanno successivamente confermato l'accaduto, dichiarando di aver intercettato un missile diretto verso il paese, in quella che appariva come una nuova ondata di attacchi iraniani. Già nella giornata precedente, lunedì, vi erano stati lanci di missili balistici e droni, a testimonianza di una fase particolarmente calda del confronto in corso, una fase che vede l'Iran, dopo gli attacchi condotti da Stati Uniti e Israele, continuare la sua rappresaglia, e il Qatar, suo malgrado, finire nel mirino o perlomeno nella traiettoria di questi attacchi. La trasmissione, dopo alcuni minuti di sospensione e di paura, è poi ripresa, una volta che il pericolo immediato è stato dichiarato rientrato o parzialmente superato, ma l'immagine di quel momento di panico in diretta resta a testimoniare come la guerra, ormai, entri senza preavviso anche nelle nostre stanze, attraverso lo schermo di un televisore e il trillo di un telefono.




