Francesca Capuano teneva nel beauty-case la pistola con cui ha ucciso il padre?
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Redazione Interno
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SUZZARA (Mantova) – Il ritrovamento di un revolver calibro 22, nascosto all’interno di un beauty case, potrebbe rappresentare un passaggio cruciale nell’inchiesta sull’omicidio di Francesco Capuano, l’ex bidello ucciso a Suzzara lo scorso 23 dicembre. L’arma, rinvenuta durante le perquisizioni a carico di Rosa Capuano, figlia della vittima, è stata sequestrata a Giugliano, in provincia di Napoli, nella casa della sorella della donna, dove si era trasferita dopo che la sua abitazione a Suzzara era stata posta sotto sequestro.
Il revolver, non denunciato e con due proiettili in canna e tre bossoli, è stato trovato in un luogo insolito, un beauty case, che solleva interrogativi sulle modalità con cui l’arma è stata occultata e trasportata. Secondo gli inquirenti, ci sono forti indizi che collegano l’arma al delitto, anche se il procuratore capo di Mantova, Giulio Tamburini, ha sottolineato che la prova regina rimane la confessione della stessa Rosa Capuano, arrestata mercoledì mattina a Napoli.
Francesco Capuano è stato ucciso con tre colpi di pistola alla testa nei box del condominio dove viveva con la figlia. Il movente del delitto non è ancora chiaro, ma le indagini si stanno concentrando sui rapporti familiari e sulle dinamiche che hanno portato a un gesto così estremo. Rosa Capuano, trasferitasi a Napoli dopo l’omicidio, è stata raggiunta dai carabinieri nella città d’origine della famiglia, dove è stata arrestata e sottoposta a interrogatori.
Il ritrovamento del revolver, sebbene non considerato definitivo per chiudere il caso, aggiunge un tassello significativo alla ricostruzione dei fatti. Le analisi balistiche in corso dovranno confermare se l’arma sia effettivamente quella utilizzata per uccidere Francesco Capuano, ma già la presenza di proiettili e bossoli compatibili con le ferite riportate dalla vittima rende il ritrovamento particolarmente rilevante.




