PlayStation 6, le voci del momento: hard disk da un Terabyte, niente lettore disco e una portatile potentissima

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Che il mondo dei videogiochi rappresenti, ormai da decenni, una valvola di fuga dalle pressioni quotidiane è un dato di fatto, ma è altrettanto vero che questo settore, lungi dal vivere in una bolla, subisce pienamente le tensioni geopolitiche e le fluttuazioni economiche globali. Basti pensare alla questione dei dazi sulle importazioni di semiconduttori, una politica sostenuta dall’amministrazione Trump che rischia di far lievitare ulteriormente i costi di produzione per aziende come Sony. In questo contesto di incertezza, iniziano a delinearsi i contorni di quella che sarà la prossima generazione di console giapponesi: la PlayStation 6. Le ultime indiscrezioni, filtrate attraverso i soliti canali informali come il forum NeoGAF e riportate da fonti spesso controverse ma a volte sorprendentemente accurate, dipingono un quadro chiaro delle scelte progettuali che Tokyo avrebbe intenzione di adottare per il suo prossimo gioiello tecnologico.

Archiviazione e connettività, il taglio dei costi passa per il digitale

Secondo quanto riportato dal noto leaker specializzato in hardware AMD, KeplerL2, la configurazione base della PS6 potrebbe essere molto più essenziale di quanto gli appassionati sperino. Stando a un’analisi della lista dei materiali (il cosiddetto *bill of materials*), il cui costo complessivo è stato stimato intorno ai 760 dollari, Sony avrebbe individuato nell’unità a stato solido e nel lettore ottico le aree su cui intervenire per calmierare il prezzo finale. La soluzione prospettata, che ha subito sollevato un polverone tra gli utenti dei forum specializzati, prevede l’adozione di un SSD da appena 1 Terabyte, una capacità che molti giudicano già oggi insufficiente, abbinata all’assenza totale di un lettore disco.

Una scelta, quest’ultima, che segnerebbe l’abbandono definitivo del supporto fisico, continuando il processo di transizione verso l’ecosistema digitale già iniziato con l’edizione Digital Edition della PS5. Il ragionamento, dal punto di vista industriale, è spietatamente logico: eliminare la meccanica ottica riduce i costi di produzione e lo spazio interno, mentre l’aumento vertiginoso delle dimensioni dei tripla A viene giustificato dall’introduzione di nuove tecnologie software. KeplerL2 stesso ha infatti sottolineato come l’integrazione della Neural Texture Compression nel kit di sviluppo (SDK) potrebbe risolvere il problema dell’ingombro dei dati, rendendo i giochi di prossima generazione addirittura più leggeri di quelli attuali, nonostante la maggiore complessità grafica.

PlayGo e la finestra di lancio, verso una transizione accelerata

A contorno di queste voci di corridoio, che è sempre bene prendere con il beneficio del dubbio considerando la natura non ufficiale delle fonti, emergono dettagli interessanti anche sul fronte software e sulle tempistiche. Il noto youtuber *Moore’s Law is Dead*, la stessa fonte che aveva anticipato con buona precisione le caratteristiche tecniche di PS5 Pro, sostiene che Sony sarebbe già in una fase avanzata di transizione generazionale. Secondo i suoi report, la Casa nipponica avrebbe già iniziato a notificare gli sviluppatori per prepararsi al passaggio, introducendo nel contempo un sistema chiamato "PlayGo". Questa funzionalità, simile allo *Smart Delivery* di casa Microsoft, è pensata per ottimizzare i download e consentire ai giocatori di avviare le applicazioni molto prima del completamento dell’installazione.

Per quanto riguarda i tempi, le indiscrezioni più recenti smentiscono le previsioni di un ritardo. Se inizialmente si ipotizzava uno slittamento a causa delle difficoltà economiche e di approvvigionamento, le nuove fughe di notizie suggeriscono che la finestra di lancio sia ancora saldamente ancorata al 2027, o al massimo al 2028. Le specifiche tecniche sarebbero ormai quasi finalizzate, con il progetto hardware della console da salotto che procederebbe parallelamente a quello della tanto vociferata controparte portatile, un dispositivo che potrebbe ridefinire le aspettative sul mercato dell’intrattenimento mobile.

La portatile che sfida le console fisse, potenza raw e super risoluzione

E a proposito della versione portatile, le indiscrezioni fornite da KeplerL2 nei suoi interventi su NeoGAF sono forse le più sorprendenti. Il dispositivo, che stando alle chiacchiere di corridoio potrebbe chiamarsi "PS6 Handheld" o avere un nome in codice specifico, sembra destinato a colmare il vuoto lasciato da PS Vita con una potenza mai vista prima su un dispositivo tascabile. Secondo l’insider, la console portatile di Sony sarebbe in grado di superare Xbox Series S sia in termini di prestazioni rasterizzate pure che, in maniera ancora più netta, per quanto riguarda il ray tracing.

Questo primato nelle prestazioni, se confermato, sarebbe reso possibile non solo dall’architettura hardware basata su AMD RDNA 5, ma soprattutto dall’impiego di tecnologie di upscaling basate sull’intelligenza artificiale di ultima generazione. Si parla dell’implementazione di FSR 5 e di una versione aggiornata del PSSR (probabilmente la 3.0), le stesse tecniche di ricostruzione dell’immagine che permetterebbero alla portatile di offrire una qualità visiva "persino superiore all’attuale DLSS 4.5" di Nvidia, come riportato da alcune sintesi delle discussioni. L’obiettivo, insomma, sarebbe quello di offrire un’esperienza next-gen anche in mobilità, affidandosi all’intelligenza artificiale per sopperire ai limiti fisici di un dispositivo a basso consumo energetico.

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