Il ritorno al verde: Asha Sharma smantella “Microsoft Gaming” e rilancia Xbox su abbonamento ed hardware

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   C’è un’operazione nostalgia in corso nei quartier generali di Redmond, e non si tratta semplicemente di cambiare una tonalità di colore. Asha Sharma, da poche settimane alla guida della divisione videoludica di Microsoft, ha concesso un’intervista a Stephen Totilo per il sito Game File, gettando luce su quello che molti addetti ai lavori hanno già definito un vero e proprio “strappo” con il passato recente. Il primo atto, quasi simbolico, è stato l’abbandono della superflua etichetta “Microsoft Gaming” – un termine che, a detta della stessa Sharma, descriveva una struttura aziendale ma non certo l’ambizione del brand. Si torna quindi a chiamarsi semplicemente “Xbox”, un nome che evidentemente pesa ancora come un macigno nella cultura pop globale, e che viene ora rilanciato da un’identità visiva rinnovata. Il nuovo logo, infatti, riporta in auge il classico verde brillante, abbandonando le monocromie recenti per riabbracciare una cromatura più fluida e, oserei dire, più autentica.

Parlando proprio di quella cura estetica che spesso cela strategie ben più complesse, Sharma e il Chief Content Officer Matt Booty hanno delineato le priorità per i prossimi mesi. Al centro del progetto, come era lecito aspettarsi, resta il Game Pass. Tuttavia, l’approccio cambia radicalmente: non si tratta più soltanto di accaparrarsi un numero crescente di iscritti, bensì di stabilizzare il modello economico. Nel corso del lungo colloquio, Sharma ha spiegato che la vera sfida per una piattaforma in abbonamento – lo si è visto anche con i recenti aggiustamenti sui prezzi – non è solo attrarre nuovi utenti, ma trattenerli e, soprattutto, garantirne la soddisfazione. È una dichiarazione che fa da contraltare a scelte specifiche, come quella di aver rinunciato all’inserimento immediato dei nuovi capitoli di “Call of Duty” nel catalogo al day one, una decisione che dimostra come la sostenibilità economica prevalga ormai sulla semplice potenza di fuoco promozionale.

Non meno interessante è la posizione assunta da Booty riguardo il parco titoli first party e l’hardware. L’ossessione per l’espansione a tutti i costi lascia spazio a una formula più old school ma efficace: “mirare alla qualità”. Le parole del dirigente, che ha parlato di una cadenza di rilascio più prevedibile e di una roadmap robusta per i prossimi cinque anni, suggeriscono una riorganizzazione interna profonda, volta a lenire le frustrazioni accumulate negli ultimi tempi riguardo la frammentazione dell’esperienza software. Sul fronte delle macchine, Sharma ha confermato un impegno concreto per “stabilizzare” l’attuale generazione (Series X|S), cercando di correggerne i difetti di base, mentre lo sguardo è già proiettato al futuro con il progetto “Helix”. Si parla di un sistema “aperto” capace di fondere console e PC, sebbene la stessa Sharma abbia volutamente evitato di scendere nei dettagli su come verranno gestiti i store di terze parti, lasciando intendere che molte decisioni sono ancora in fase di valutazione.

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