Conte e il Napoli a Lisbona: «Giocare è l’unico allenamento possibile»

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Nella concitata vigilia del match al Da Luz, Antonio Conte ha dipinto un quadro chiaro della situazione che attende la sua squadra, soffermandosi sulla gestione atipica di un calendario che non concede tregua. «I ragazzi devono essere gestiti giocando», ha affermato con convinzione il tecnico del Napoli ai microfoni di Sky Sport, spiegando come l’unica sessione di lavoro effettiva sia stata condensata nel giorno precedente la trasferta portoghese, dato che il lunedì era stato dedicato al solo defaticamento dopo l’impegno di campionato. Un ritmo serrato che, tuttavia, non sembra intaccare lo spirito del gruppo, anzi, viene alimentato dai risultati positivi ottenuti, i quali, come ha sottolineato Conte, «portano entusiasmo, morale ed energia» in un circolo virtuoso che la squadra cerca di cavalcare.

La sfida contro il Benfica e l’ombra di Mourinho

La consapevolezza della difficoltà dell’impresa è perfettamente chiara al tecnico, il quale non ha nascosto di attendersi una partita di grande spessore e intensità. «Sappiamo quanto sia difficile giocare contro una squadra che ha un solo risultato a disposizione e in uno stadio così», ha dichiarato, riferendosi all’atmosfera incendiaria che tradizionalmente avvolge il campo del Benfica. Un contesto che viene ulteriormente esaltato dalla presenza in panchina di un collega come José Mourinho, verso il quale Conte ha speso parole di elogio assoluto, definendolo «un vincente, un grandissimo» e affermando che affrontarlo costituisce sempre «un piacere», in un confronto che travalica la semplice partita e assume i contorni di uno scontro tra filosofie calcistiche consolidate.

Le scelte tattiche e l’integrazione della squadra

In questo clima, Conte ha operato le sue scelte, confermando l’undici titolare che aveva appena battuto la Juventus in campionato, un segnale di continuità e fiducia negli uomini che hanno conseguito quel successo. A centrocampo, il tandem è ancora composto da Elmas e McTominay, mentre l’attacco viene guidato da Hojlund, affiancato da Neres e Lang. Scelte che, come ha tenuto a precisare il tecnico, sono figlie di un percorso di adattamento necessario: «C’è voluto tempo per integrare i nuovi acquisti», ha ammesso, specificando che i giocatori schierati oggi lo sono perché «lo meritano», dopo un periodo di rodaggio che li ha visti gradualmente inserirsi nei meccanismi di gioco voluti dall’allenatore.

L’approccio alla competizione e la concretezza

Nonostante il palcoscenico prestigioso della Champions League, Conte mantiene i piedi ben piantati a terra, evitando voli pindarici e concentrandosi sul compito immediato. «Vincere la Champions è il sogno di tutti, ma pensiamo alla realtà», ha dichiarato a Prime Video, tagliando corto con qualsiasi velleità che non sia quella di affrontare al meglio la sfida presente. Una realtà che si materializza in un campo difficile, contro una formazione di qualità, e che richiede la massima concentrazione e applicazione, senza lasciarsi distrarre da obiettivi lontani che, seppur affascinanti, rischierebbero di offuscare la vista di ciò che è veramente urgente e necessario.

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