Bari sale nella qualità della vita, ma il nord resta lontano
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Redazione Interno
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La ventisettesima edizione dell’indagine sulla Qualità della Vita, realizzata da ItaliaOggi e Ital Communications in collaborazione con l’Università Sapienza di Roma, registra per Bari e la sua area metropolitana un significativo balzo in avanti di cinque posizioni, un dato che, se da un lato consente di recuperare il terreno perduto nell’anno precedente, dall’altro non basta a colmare il divario con le province più avanzate del Nord. Il capoluogo pugliese, che si attesta come la prima provincia della regione, si consola potendosi definire “regina del Sud”, un titolo che però sconta performance ancora in affanno in capitoli fondamentali come Ambiente e Redditi, mentre mostrano segnali di ripresa la sicurezza sociale, il lavoro e l’andamento demografico della popolazione. Quella della qualità della vita, a ben vedere, è un’altalena sulla quale danza il benessere percepito, misurato da giudici implacabili come lo studio periodico che fissa i suoi paletti a novembre, in attesa che a dicembre irrompa il gigante del settore, la classifica sul benessere del Sole 24 Ore.
Il dualismo delle classifiche
Le graduatorie sul benessere, come dimostra il caso di Milano, possiedono spesso due facce: la città meneghina, infatti, svetta in vetta alla classifica generale per la qualità della vita, un primato conquistato grazie a Servizi, reddito, gestione delle infrastrutture e vitalità del tessuto produttivo, elementi che le valgono per il secondo anno consecutivo un posto sul podio. Ciò nonostante, lo stesso capoluogo lombardo, secondo gli indici presi a parametro della ricerca, cede completamente terreno sul versante della sicurezza, piazzandosi all’ultimo posto su 107 province esaminate, un dato che offre una prospettiva diametralmente opposta e restituisce un’immagine più complessa e sfaccettata del reale tenore di vita.
I segnali positivi per Reggio
Diverso, e più ottimista, è il caso di Reggio che, dopo essere stata poco fortunata in precedenti classifiche, trova finalmente un posizionamento lusinghiero. Con un punteggio di 814 punti, il capoluogo di provincia si è infatti piazzato al decimo posto generale, avanzando di ben nove posizioni rispetto all’anno precedente. Un risultato che, seppur non rivoluzionario, segna un’inversione di tendenza palpable e restituisce una fotografia di un territorio in lenta ma costante ascesa, sebbene il grosso della Toscana si mantenga saldamente davanti.
Il quadro generale
Il panorama che emerge dall’analisi conferma, in sostanza, una geografia del benessere italiana ancora profondamente segnata da un divario tra Nord e Sud, sebbene non manchino eccezioni e segnali di vivacità in alcune aree del Mezzogiorno. I parametri che compongono il giudizio finale, che spaziano dalla salute al patrimonio culturale, dall’istruzione alla situazione abitativa, disegnano una mappa variegata dove i progressi in un settore possono essere controbilanciati da criticità in un altro, rendendo ogni classifica non un verdetto assoluto ma un’istantanea dinamica e perfettibile.




